Pierre Moscovici effettuerà oggi, giovedì, una visita di lavoro a Berna. Il ministro delle finanze francese ha messo in guardia Berna dai rischi legati ad un possibile affossamento dell'accordo sull'imposizione delle successioni fra Berna e Parigi.
Dopo il "no" già espresso dal Consiglio nazionale, gli Stati potrebbero infatti dare a questo accordo il colpo di grazia il prossimo 18 marzo. In quell'eventualità - ha ammonito Moscovici in un'intervista pubblicata da un giornale romando - la Francia "non avrà altra scelta che denunciare" il testo attualmente in vigore e risalente al 1953.
"Ci sarà quindi un vuoto, che priverà i contribuenti interessati di un quadro giuridico stabilizzato", ha affermato Moscovici, sottolineando che ciò rischia di creare dei contenziosi.
L'accordo in questione era stato siglato nel luglio dello scorso anno da Moscovici e dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. In base alla convenzione, il diriitto applicabile in materia di successioni ed eredità non è più quello del paese di residenza di un defunto, bensì del beneficiario. La convenzione del 1953 prevede invece l'opposto.
La Camera del popolo, ritenendo il nuovo accordo troppo sfavorevole alla Svizzera, aveva deciso lo scorso dicembre di non entrare in materia, con 122 voti contro 53 e 11 astensioni. Il dossier passa ora agli Stati.
Red.MM/ATS/ARi





