La Svizzera continuerà a figurare sulle liste nere italiane dei paradisi fiscali ancora per molto tempo. Potrà, infatti, essere stralciata solo al momento dell'entrata in vigore della riveduta convenzione contro le doppie imposizioni e della soppressione dei regimi fiscali privilegiati da cui traggono beneficio alcune società estere. La comunicazione è giunta lunedì dal Consiglio federale in risposta a una domanda di Fabio Regazzi (PPD/TI).
Le procedure per l'attuazione della prima condizione stanno avanzando velocemente: il Consiglio nazionale ha approvato la settimana scorsa la modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni con l'Italia.
Non si può invece dire lo stesso per la seconda condizione. Per quanto riguarda gli statuti fiscali privilegiati, infatti, le cose potrebbero andare per le lunghe. L'iter parlamentare prevede che, una volta approvate le modifiche legislative, bisognerà ancora attendere il termine referendario e l'eventuale votazione. La riforma non potrà quindi entrare in vigore prima del 2018/2019.
ATS/CaL





