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Svizzera, nuove sanzioni contro la Russia

Via libera al 14esimo pacchetto di misure deciso dall’UE - Il DEFR ha inoltre imposto un divieto di pubblicità a quattro media

  • 9 luglio, 12:36
  • 9 luglio, 13:06

Sanzioni occidentali contro la Russia poco efficaci

SEIDISERA 08.07.2024, 18:27

  • ©Keystone
Di: ATS/RSI INFO

Entra in vigore anche in Svizzera il 14esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, deciso dall’UE lo scorso 24 giugno. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha posto nel mirino altre 69 persone fisiche e 47 società e organizzazioni.

I nuovi inserimenti in elenco includono imprenditori, propagandisti e membri dell’esercito e della magistratura. Le sanzioni colpiscono coloro che sono responsabili della deportazione di minori ucraini in Russia, così come membri del Servizio federale di sicurezza (FSB, ex KGB).

Tra le imprese e organizzazioni sanzionate ci sono principalmente aziende del settore degli armamenti e società che facilitano l’elusione delle sanzioni attraverso operazioni finanziarie e commerciali.

In totale, oltre 2’200 persone, aziende e organizzazioni sono state punite nell’ambito del regime sanzionatorio contro la Russia, corrispondendo al numero totale dell’UE.

Il 14esimo pacchetto dell’UE include una serie di ulteriori misure nei settori energetico, finanziario e commerciale. Questi provvedimenti sono attualmente allo studio affinché il Consiglio federale possa decidere sull’eventuale adozione delle nuove sanzioni, precisa il DEFR.

Il DEFR ha inoltre imposto un divieto di pubblicità ai quattro media Voice of Europe, RIA Novosti, Izvestija e Rossiiskaja Gazeta “a causa delle continue campagne di propaganda e disinformazione della Russia”. A differenza delle misure adottate a livello europeo, in Svizzera questi media non sono soggetti al divieto di trasmissione. Nonostante siano considerati strumenti di propaganda e disinformazione mirata utilizzati dalla Russia, il Consiglio federale ritiene che sia più efficace rispondere con i fatti a dichiarazioni fallaci e dannose, piuttosto che vietarle.

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