Nell'ambito della politica agricola 2014-2017, attualmente all'esame delle commissioni parlamentari, vanno presi provvedimenti per migliorare il benessere degli animali da allevamento.
Pagamenti diretti più mirati
Lo ha chiesto oggi la Protezione svizzera degli animali, secondo la quale milioni di esemplari non possono all'aria aperta. È il caso di nove vitelli da ingrasso su dieci, che lasciano le loro stalle solo quando sono diretti al macello. La loro qualità di vita è stata finora trascurata, secondo la PSA. Solo il 9% dei pagamenti diretti è consacrato a questo scopo e non basta a compensare il maggior onere imposto agli allevatori. Il rispetto per gli animali, però, è ritenuto determinante per la competitività dell'agricoltura elvetica.
Fra le misure auspicate vi sono versamenti più mirati, controlli ed eventualmente anche sanzioni, che possano comportare anche la soppressione delle sovvenzioni. L'importazione di prodotti che non rispettano determinati criteri etici potrebbe essere vietata o perlomeno la cosa andrebbe segnalata in una precisa dichiarazione.
Contadini di montagna, sempre di meno e sempre più poveri
Proprio gli agricoltori maggiormente a contatto con la natura, quelli di montagna, si trovano però nel contempo in una situazione vieppiù critica. Lo dice uno studio anch'esso pubblicato oggi ed opera del servizio d'informazione agricolo.
Le aziende del settore in Svizzera sono diminuite da oltre 70'000 a meno di 60'000 sull'arco di un decennio (2000-2010). Nelle zone III e IV, quelle più in quota, ha chiuso una fattoria su cinque e i redditi conseguiti sono più bassi: a parità di ore di lavoro, rispettivamente 23'000 e 20'000 franchi, contro i 33-34'000 più in basso, questo a causa di maggiori costi e di prezzi di vendita dei prodotti inferiori al loro reale valore.






