Le baracche militari di Varenzo in territorio di Quinto non ospiteranno richiedenti l’asilo. Né oggi, né in futuro, poiché il rischio di valanghe è troppo alto. Con una lettera arrivata mercoledì l’esercito ha informato il Municipio di Quinto che l’ipotesi ventilata e poi accantonata nel 2012 è stata abbandonata.
La perizia tecnica
La decisione di Armasuisse è concordata con l’Ufficio federale delle migrazioni ed è basata su una perizia realizzata dall'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF di Davos nel quale si legge che gli edifici sorgono in una zona a rischio di caduta neve. La sicurezza degli ospiti non sarebbe garantita.
Davide Paggi
"Siamo rinfrancati, abbiamo visto giusto"
Il sindaco di Quinto Valerio Jelmini si dice rinfrancato. Il Comune aveva già fatto fare dietrofront alla Confederazione nel 2012, quando venne appunto ipotizzata la soluzione. La sua soddisfazione è comunque legata anche al fatto che la decisione conferma le valutazioni del Municipio, ovvero che non è possibile vivere, costruire o ristrutturare laddove c’è un pericolo di slavine.
Proprio questo principio, ricorda Jelmini auspicando che alla problematica degli alloggi dei richiedenti d’asilo si trovino soluzioni a lungo termine, ha fatto sì che si dovesse trovare una nuova ubicazione per la Valascia. La pista attuale è infatti situata in una zona a rischio e non poteva venir ammodernata.









