L'annuncio dell'accordo da 2,6 miliardi di dollari che chiude il contenzioso tra il Credit Suisse e il fisco statunitense è stato accolto con soddisfazione dalla destra elvetica, mentre il Partito socialista è critico con i vertici della banca.
"E' incomprensibile che le dimissioni non siano ancora giunte", ha commentato il presidente Levrat. Come gli altri, anche l'istituto zurighese deve ora impegnarsi per un riorientamento dei mercati finanziari.
E' soprattutto, secondo la sinistra, importante che non sia il comune cittadino a pagare i danni.
ATS/dg






