Una tragedia familiare avvenuta a porte chiuse. È questa l'ipotesi a cui propende il procuratore incaricato dell'inchiesta penale sul dramma dell'incendio di giovedì a Yverdon, che ha provocato cinque morti. Ipotesi suffragata dalle indagini condotte dalla polizia cantonale e dall'esame forense delle vittime: i corpi ritrovati, infatti, presentano ferite da arma da fuoco e una pistola è stata trovata vicino al padre.
"Dopo due giorni di intense indagini, il procuratore incaricato dell'inchiesta penale e gli inquirenti hanno deciso che la tragedia familiare è l'ipotesi privilegiata. L'esame forense delle cinque vittime ha rivelato che ognuna di loro era stata colpita con un'arma da fuoco che avrebbe potuto portare alla morte. Un'arma è stata trovata vicino al padre, che potrebbe essere stato l'autore degli altri quattro omicidi prima di togliersi la vita", si legge nel comunicato della polizia vodese.
L'intervento di una terza persona, in questa fase delle indagini, sembra essere escluso. Le cause dell'incendio non sono ancora state formalmente stabilite, ma gli esperti hanno notato la presenza di una grande quantità di accelerante, forse benzina, nelle varie stanze della casa, il che spiega l'entità dei danni all'edificio. Le indagini proseguono con il supporto di esperti antincendio della Scuola di Scienze Criminali dell'Università di Losanna.
Le cinque vittime sono state formalmente identificate come membri della stessa famiglia, composta da tre bambine di 5, 9 e 13 anni, dalla madre di 40 anni e dal padre di 45 anni.
Le indagini sono condotte dagli investigatori della brigata criminale, dell'unità antincendio e della brigata forense della polizia di sicurezza, sotto l'egida del Ministero pubblico.

Incendio di Yverdon, ipotesi dramma familiare
Telegiornale 11.03.2023, 20:00
Notiziario 11.00 del 9.3.2023
RSI Info 09.03.2023, 11:14
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Radiogiornale 09.03.2023, 12:30
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