La guerra a Gaza aveva scosso molti insegnanti e allievi di vari ordini scolastici, tanto che molti si erano espressi sulla questione. Come il plenum docenti della scuola media di Viganello, che aveva diffuso a settembre una lettera apertamente pro-Palestina, che non era piaciuta al Municipio di Lugano. Quest’ultimo, rispondendo a un’interrogazione di Danilo Baratti, aveva parlato di azione inopportuna, ricordando che la scuola deve preservare neutralità e imparzialità. Ora il Consiglio di Stato ticinese ha risposto alla ventina di lettere ricevute nell’autunno scorso da altrettanti istituti scolastici.
Con una missiva individuale, datata 21 gennaio, i consiglieri di Stato confermano quanto aveva già sostenuto la direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, Marina Carobbio. Il Governo sottolinea che trattare tali temi, quindi nello specifico il conflitto israelo-palestinese, rientri negli obiettivi previsti dai piani di studio. “Non è solo legittimo - si legge -, ma risponde pienamente al mandato educativo e civico affidato al sistema scolastico”. Inoltre, “la scuola non può e non deve essere neutrale nel senso dell’indifferenza”.








