Ticino e Grigioni

“Tentato assassinio”, s’aggrava la posizione del “Pink Panther”

Processo blindato ai 7 imputati per la rapina alla gioielleria Taleda a Lugano, il giudice propone un’imputazione più pesante per il 50enne che ha puntato la pistola alla testa di un poliziotto

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Gli agenti arrivarano poco dopo che i rapinatori erano entrati in azione

Gli agenti arrivarano poco dopo che i rapinatori erano entrati in azione

  • RSI
Di: Radiogiornale - Umberto Gatti / Spi 

Per uno dei sette imputati, un serbo di 50 anni, il giudice Amos Pagnamenta ha proposto di aggravare l’accusa da tentato omicidio intenzionale a tentato assassinio. L’uomo, vicino al gruppo criminale dei Pink Panther, è considerato la mente della rapina del 2 luglio 2024 alla gioielleria Taleda, in pieno centro città.

Un processo straordinario anche nella forma. Due schermi collegano l’aula del tribunale a Lugano con una sala del carcere della Stampa, trasformata per l’occasione in aula giudiziaria. È con un collegamento in streaming, dovuto a ragioni di sicurezza, che si è aperto lunedì il dibattimento.

“Ha puntato la pistola alla testa dell’agente”

Dal dibattimento è emerso che all’arrivo della polizia, il 50enne avrebbe puntato una pistola verso la testa di un agente, poi si sarebbe rifugiato dietro una porta blindata e, secondo l’accusa, avrebbe tentato di sparare due colpi che non sono partiti perché era inserita la sicura. L’agente a quel punto ha risposto sparando a sua volta un colpo.

Una versione però contestata dall’imputato che ha ammesso di aver puntato la pistola ma ha negato di aver tentato di sparare. Ha dichiarato di saper maneggiare le armi e che se avesse voluto, avrebbe fatto fuoco senza problemi. Dopo i fatti, l’uomo era riuscito a fuggire dalla gioielleria e aveva cercato di scappare con una moto preparata la sera prima, che però non ha funzionato ed è stato arrestato poco dopo, mentre si dirigeva a piedi verso la stazione di Lugano.

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Rapina in centro a Lugano (video di Rescue Media)

RSI Info 02.07.2024, 13:27

Per quanto riguarda invece la colluttazione, ripresa in video da diversi testimoni, il 37enne serbo coinvolto ha negato di aver cercato di rubare la pistola all’agente. Ha spiegato che il suo unico obiettivo era quello di fuggire dopo che il presunto capobanda era riuscito a scappare. I quattro imputati presenti fisicamente alla rapina hanno inoltre dichiarato di non aver avuto alcuna intenzione di ferire qualcuno e che non volevano usare realmente le armi. Il dibattimento riprenderà nel pomeriggio con gli interrogatori degli altri tre imputati.

Il banco della Corte costruito dai detenuti

Una curiosità il banco rialzato della Corte è stato costruito appositamente per questo processo ed è stato realizzato direttamente dai detenuti del carcere. Anche nella aula la sicurezza è rafforzata con controlli all’ingresso e presenza di agenti, dove però siedono solo pubblico e stampa. Massima sicurezza anche nel carcere dove sei dei sette imputati seguono il dibattimento, ammanettati e controllati dagli agenti di custodia.

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