I vertici dell’UDC ticinese lunedì a Lugano hanno tracciato un bilancio tutt’altro che positivo a un anno esatto dal voto sull’iniziativa popolare, promossa dagli stessi democentristi a livello nazionale, contro l’immigrazione di massa.
Finora nulla è stato fatto e il Consiglio federale non rispetta il mandato scaturito dalle urne, hanno sottolineato i presenti, i quali hanno pure puntato il dito contro il mondo economico, reo – secondo loro – di agitare lo spettro del decadimento degli accordi bilaterali con l’Unione Europea.
Per contro, hanno continuato i rappresentanti del partito di destra, nessuno, né a Berna né in Ticino, si preoccupa delle difficoltà del mercato del lavoro interno, del dumping salariale e della sostituzione della manodopera.
Se un anno è passato senza che nulla accadesse il Governo ha tempo ancora due anni: una soluzione va trovata, hanno concluso.
CSI/ab
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