La dinamica del delitto non è ancora del tutto chiara. Su più di un punto le versioni date dai due autori (in carcere con l’accusa di assassinio) divergono. E così, domani (martedì) mattina ci sarà la ricostruzione sul posto. La coppia tornerà nell’appartamento di Brissago, dove il 3 ottobre scorso venne ucciso il 30enne.
L’uomo – ha stabilito l’autopsia – morì per asfissia, a causa della rottura della cassa toracica. Secondo la 32enne, a provocarla sarebbero stati i colpi inferti dal compagno utilizzando una sedia. Circostanza che lui ha sempre negato. Ci sono poi le cinque coltellate alla gamba della vittima. La donna ammette d’averne data solo una, sostenendo che il 25enne ne avrebbe inferta un’altra al torace (di cui però non c’è traccia).
I due, difesi dagli avvocati Marzio Gianora e Giorgia Gianoni-Maffei, dovranno mostrare quanto accadde fase per fase, prima e dopo il delitto; dal momento in cui si scatenò la lite fino a quando, diverse ore più tardi, diedero fuoco all’appartamento nel tentativo di cancellare ogni traccia. Il tutto singolarmente, alla presenza della polizia e del titolare delle indagini, il procuratore pubblico Paolo Bordoli.
Francesco Lepori










