Ticino e Grigioni

Aggregazione a rischio: Chiasso e Vacallo su posizioni divergenti

È una questione di finanze ma forse non solo. Quale sia il motivo, il Comune di Terre di Breggia (questo il nome che potrebbe essere scelto per l’aggregazione del Basso Mendrisiotto) sembra sempre più un’utopia

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Aggregazione Basso Mendrisiotto in bilico

SEIDISERA 27.03.2026, 18:00

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Di: SEIDISERA - Marcello Ierace / M. Ang. 

Sul tema delle aggregazioni esiste un progetto che appare sempre più appeso a un filo ed è quello del Basso Mendrisiotto. Il progetto coinvolge i comuni di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo. Un destino sempre più in bilico tanto che, anche a livello cantonale, si sta valutando la possibilità di sospendere il processo aggregativo.

Stallo finanziario e politico

È una questione di finanze ma forse non solo. Quale sia il motivo, sta di fatto che il Comune di Terre di Breggia (questo il nome che potrebbe essere scelto per l’aggregazione del Basso Mendrisiotto) sembra sempre più un’utopia. Sono passati due anni e mezzo da quando il Consiglio di Stato ha istituito una Commissione per mettere solide basi all’aggregazione ma ancora non si vedono risultati concreti. Lo dimostrano le posizioni dei sindaci di Chiasso e Vacallo (Bruno Arrigoni e Marco Rizza) sempre più divergenti a partire dalla questione finanziaria, appunto.

Il botta e risposta dei sindaci

“Da due anni ci incontriamo regolarmente come gruppo aggregativo. Il sindaco di Vacallo è sempre stato molto critico nei confronti delle finanze di Chiasso”, dice Arrigoni ai microfoni della trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI. Da parte sua Rizza replica che: “La mia voce è un poco il sentimento che c’è in Commissione. Non è un non fidarsi delle finanze che vengono pubblicate dal Comune di Chiasso, perché abbiamo l’evidenza di com’è la situazione”.

Il nodo dei debiti

“Abbiamo fatto un piano di risparmio annuale per i prossimi tre anni, ma il signor Rizza non si è mai detto soddisfatto di queste spiegazioni”, sostiene Arrigoni, mentre Rizza afferma che la situazione finanziaria non è delle più semplici, “per cui bisogna fare in modo che si possa affrontare il tema valutando quali possono essere eventuali misure di risparmio e dall’altra parte eventuali misure per incamerare maggiore liquidità”.

“Effettivamente il Comune di Chiasso ha una cifra debitoria elevata ma negli ultimi anni ha fatto moltissimi investimenti per la propria popolazione, per il proprio territorio”, sottolinea Arrigoni, mentre Rizza sostiene che “non bisogna guardare se gli altri Comuni hanno fatto investimenti o meno. Chiasso ha fatto degli investimenti, sicuramente ne ha fatti, di alcuni ne beneficiano anche i Comuni limitrofi, penso soprattutto alle infrastrutture sportive. Però ognuno deve oggi guardare in casa propria e con la consapevolezza di aver fatto bene o male”.

Non solo questioni economiche

Ma forse, l’abbiamo detto, non è solo una questione di soldi. Arrigoni dice di temere che il fattore economico “sia un pretesto per non continuare in questo progetto, un progetto fondamentale per tutta la nostra zona. A me capita spesso di parlare con la popolazione e non trovo una persona che mi dice che non dobbiamo fare un’aggregazione”. Pronta la risposta di Rizza: “Io penso che ci sia un sentimento da un lato emotivo e capisco Bruno quando dice che, parlando con la gente, c’è una volontà di aggregarsi. Sicuramente. Forse nei Comuni limitrofi c’è un sentimento maggiormente reticente in questo momento e questo mi dispiace. Non è che io lo dico con piacere”.

Riunione decisiva

Questo martedì intanto Marco Rizza, in veste stavolta di coordinatore della Commissione per l’aggregazione, parteciperà alla riunione settimanale del Municipio di Chiasso. Vedremo se sarà per fare un passo avanti o un ulteriore, magari definitivo, passo indietro.

L’intervista al Caposezione degli enti locali, Marzio Della Santa

Di fronte a questa situazione di stallo, la richiesta di un passo indietro potrebbe anche giungere dal Consiglio di Stato, come conferma alla RSI il caposezione degli Enti locali , Marzio Della Santa.

“Queste difficoltà non sono sorte nelle ultime ore o negli ultimi giorni, sono difficoltà che si stanno trascinando già da alcuni mesi - spiega Della Santa -. In passato, come Cantone, abbiamo avuto modo di interagire con i vari Comuni coinvolti per cercare di capire se e come aiutarli nello sbloccare la situazione. Evidentemente se a mesi di distanza queste difficoltà sono ancora sul tavolo è perché le parti o una delle parti non è riuscita a convincere gli altri del proprio impegno a favore dell’aggregazione”.

A questo punto il Cantone potrebbe anche staccare la spina?

“Con la revisione della legge sull’aggregazione si dà al Consiglio di Stato questa facoltà ma bisogna ricordare che, in ogni caso, questa facoltà verrebbe attivata solo se le parti sono d’accordo. Quindi vuol dire che i Comuni coinvolti devono dichiararsi da qualche parte, impotenti di fronte alla prospettata aggregazione. Da cui la richiesta di interrompere lo studio in quanto tale o il processo aggregativo”.

Se si volesse scommettere sull’aggregazione del Basso Mendrisiotto, dunque, si rischia di perdere?

“Se questa è la valutazione data dai Comuni sicuramente è meglio non andare al voto. In passato si è andati al voto e c’è stata un’espressione negativa che poi ha congelato tutto il discorso per quasi dieci anni. Quindi in un certo senso è bene semmai interrompere il tutto e lavorare da lì, proprio perché in futuro (e magari in un futuro neanche troppo distante), questi stessi Comuni possano entrare in un nuovo discorso aggregativo o eventualmente in un discorso aggregativo che riunisce tutto il Mendrisiotto”.

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Aggregazioni comunali: il punto sui cantieri aperti

Il Quotidiano 24.01.2026, 19:00

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