Ticino e Grigioni

Agno-Bioggio,'Lugano non può pagare'

Il municipale Foletti evidenzia i limiti finanziari della città

  • 03.07.2013, 19:53
  • Ieri, 11:42

Dati i problemi finanziari di Lugano e gli impegni economici già presi, ora "è impensabile che la città sborsi quei 30-35 milioni di franchi che potrebbe doversi ritrovare a pagare (sui 130 totali) per la realizzazione della circonvallazione del Basso Malcantone". Parola del municipale leghista Michele Foletti.

“Non vuol dire che sono contrario – precisa Foletti – ma prima bisogna capire esattamente quale sarà la nuova chiave di riparto dei costi, tra comuni e cantone, e a tal proposito una comunicazione ufficiale non è ancora arrivata”. Inoltre, “non sappiamo ancora quando dovremmo iniziare a finanziare i lavori”.

Il niet di Berna

La scorsa settimana da Berna era giunto il niet sul finanziamento dell’opera, considerata – in estrema sintesi – “utile, ma troppo costosa”. Da qui, la proposta del consigliere di Stato leghista Michele Barra di mettere il discorso sulla circonvallazione in stand-by fino a nuovo avviso; o meglio, fino al nulla osta dei comuni sull’inattesa chiamata alla cassa.

La CRTL si riunisce

Mercoledì sera, a partire dalle 18, la Commissione regionale trasporti del Luganese (molto criticata negli scorsi giorni) si riunisce per fare il punto della situazione. Presenti, ovviamente, i rappresentanti dei vari comuni coinvolti.

Angelo Dandrea

I democentristi intanto hanno inoltrato un’interrogazione parlamentare al Consiglio di Stato, chiedendo quali rassicurazioni avesse ricevuto da Berna in merito al cofinanziamento della Agno-Bioggio. L’UDC vuole inoltre sapere se nessun rappresentante del Governo avesse avuto notizie sulla possibile bocciatura del credito e quali mosse saranno fatte per indurre la Confederazione a cambiare idea.
Lo ricordiamo, il rapporto sulle opere stradali è stato messo in consultazione e non è ancora definitivo. Se ne saprà di più ad ottobre.

I Verdi hanno reagito esprimendo in un comunicato la loro contrarietà a una maggiore partecipazione finanziaria da parte dei comuni: “una richiesta che li metterebbe in difficoltà, indebolendoli ulteriormente e spingendoli a rinunciare ad altre infrastrutture, come scuole, case per anziani, aree di svago, ecocentri”.

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