Il Ministero pubblico di Bergamo ha chiesto 30 anni di reclusione Amine El Gehazzali, il 27 marocchino accusato di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà per aver ucciso con 24 coltellate la moglie 19enne disabile la sera del 2 giugno dello scorso anno ad Albino, nella Bergamasca.
La ragazza si rifiutava di concedergli il divorzio che avrebbe consentito all’imputato di sposare l’amante, una 17enne di Locarno di origine Kosovare che lo scorso mese di settembre ha messo al mondo un figlio.
L’accusa ha chiesto pure una seconda condanna, a 2 anni di reclusione, per il reato di maltrattamento perché nel 2014 aveva picchiato la consorte, sempre perché si rifiutava di separarsi dall’uomo. La sentenza è attesa per il prossimo 10 maggio.
Marco Marelli





