I tre operatori finanziari italiani a processo da settimana scorsa per un buco di un milione di franchi, sono stati condannati ad altrettante pene sospese oggi, venerdì, dalla Corte delle Assise criminali di Lugano presieduta dalla giudice Rosa Item. La Corte ha accolto la tesi accusatoria, riconoscendoli colpevoli di appropriazione indebita. Le pene variano da 21 a 13 mesi con la condizionale.
I soldi non si moltiplicano
Gli imputati italiani (due 65enni e un 49enne), tra il 2008 e il 2009, avevano promesso ai loro clienti di raddoppiare i capitali affidati in gestione. Invece, dopo aver ricevuto il denaro, l'hanno utilizzato per scopi personali, sperperandoli e non riuscendo a rientrare con le perdite.
Le richieste delle parti
L’accusa, rappresentata dal pp Andrea Minesso, aveva chiesto pene tra i 30 e i 18 mesi, in parte da espiare. Le difese puntavano all’assoluzione dei loro assistiti.
Red. MM/CSI
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CSI 12.05 Il servizio di Darco Degrussa
RSI Info 14.03.2014, 12:51






