Ticino e Grigioni

BancaStato, varato aumento di capitale

Bocciata la proposta di rinvio, Sadis: "a pensare male..."

  • 08.05.2012, 22:05
  • 4 maggio, 12:38
BancaStato

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  • ©Ti-Press

Nel tardo pomeriggio il Gran Consiglio ticinese ha ratificato l’aumento del capitale della Banca dello Stato da 110 milioni a 240 milioni di franchi. Una proposta imposta dalle nuove norme federali emanate dall’organo di controllo FINMA sul grado di copertura minima degli istituti di credito che deve essere portato almeno al 140% entro il 2016.

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  • Le critiche di Laura Sadis sul rinvio: rischio di destabilizzazione

    RSI Info 08.05.2012, 22:31

Investimento compensato dagli utili

Il margine di manovra per il Cantone risulta circoscritto, come ha sottolineato il relatore Christian Vitta, che ha parlato di “atto dovuto” (l’ultimo aumento da 90 a 110 milioni era stato effettuato nel 1989). Sulla questione la direttrice del DFE Laura Sadis ha voluto sottolineare che non si tratta di un versamento a fondo perso dal momento che gli utili verranno reinvestiti in attività redditizie. Questo significa, ha evidenziato la consigliera di Stato, che gli introiti compenseranno lo stanziamento statale, con maggiori garanzie sul fatto che la banca potrà restare anche in futuro "completamente in mani pubbliche".

Ma a condizionare il dibattito è stato l’intervento dell’indipendente Sergio Morisoli a sostegno del suo emendamento, contrario a far gravare sulle tasche dei ticinesi un aumento di capitale di 130 milioni. “C’è tempo fino al 2016 (come indicano le norme federali, ndr), riflettiamo su quello che stiamo facendo a tarda ora, su pressione dei tempi”, ha osservato l’ex plr. E, a sorpresa, ha chiesto il rinvio in commissioni per ulteriori approfondimenti, proposta che ha fatto inizialmente breccia tra i Verdi, UDC, MPS e altri deputati sparsi, tra cui il radicale Franco Celio.

Laura Sadis: "a pensare male si fa peccato..."

A questo punto è intervenuta di nuovo la direttrice del DFE che ha invitato i deputati a fare attenzione anche alla tempistica. “Non vorrei che ci sia un intento di destabilizzazione di BancaStato, che potrebbe risultare danneggiata da ritardi che rischierebbe di pagare poi sul mercato” in cui operano concorrenti agguerriti. Perché “a pensare male si fa peccato”, ma ci si azzecca, ha concluso Laura Sadis, citando una celebre frase di Giulio Andreotti.

Da parte sua il relatore Christian Vitta ha replicato che in commissione sono già stati fatti i dovuti approfondimenti e un eventuale rinvio non avrebbe potuto apportato nulla di più al dibattito. Nelle successive votazioni sono stati bocciati a larga maggioranza la proposta di rinvio e l’emendamento Morisoli e il messaggio governativo è passato a larga maggioranza (41 favorevoli, 9 contrari e 11 astenuti).

Leonardo Spagnoli

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