Ticino e Grigioni

Basilea, ricco ma soprattutto bravo

Era dal 1978 che una svizzera non arrivava in semifinale

  • 12.04.2013, 02:02
  • 4 maggio, 12:19
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A 35 anni di distanza, una squadra svizzera torna dunque in una semifinale europea. Ed anche se l’attuale Europa League non vale la vecchia Coppa UEFA è in ogni caso un grande risultato. Ed è quasi naturale che ad ottenerlo sia stato il Basilea, società dalla chiara vocazione internazionale dopo la costruzione del nuovo stadio e soprattutto l’ingresso di Gigi Oeri, ma anche città che geograficamente si apre verso il resto del continente.

Il Basilea è un club ricco per i parametri del calcio svizzero, ma solo di medio cabotaggio per quelli europei e dunque merita un plauso per come riesce ad ottimizzare le risorse ed a far bene con una certa continuità. Non si dimentichi che 12 mesi orsono arrivò agli ottavi di Champions eliminando il Manchester United finalista l’anno prima. A Basilea si lavora tanto e benissimo nella formazione e questo permette di surrogare le inevitabili partenze dei talenti principali, ma si è capita anche l’importanza prioritaria dello scouting e dello studio delle avversarie. I successi su Dnipro, Zenit San Pietroburgo e Tottenham hanno anche la griffe di Jean-Pierre Gerosa, l’uomo che i rivali li viviseziona mettendone a nudo pregi e difetti.

Arrivato in semifinale e fermo restando che l’obiettivo numero uno era e rimane la riconquista del titolo per rientrare in Champions, il Basilea ha ora l’obbligo e il diritto di provare ad andare fino in fondo. Quello modellato da Murat Yakin è un gruppo solidissimo sotto tutti i punti di vista e nessuna delle rivali rimaste in lizza può fargli paura!

Omar Gargantini

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  • Il commento di Omar Gargantini

    RSI Sport 12.04.2013, 10:21

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