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C’è oltre una ventina di parcheggi nella strada, dove mercoledì sera è stato rinvenuto un neonato di circa tre settimane in un sacchetto di plastica. Si tratta di una via strettamente residenziale e molto appartata di poche centinaia di metri, per un tratto percorribile solo a piedi, che si trova appena sopra la stazione di Lugano in cui si alternano palazzi di un certo pregio a case monofamiliari attorniate da giardini e parchi in cui si stagliano imponenti conifere.
Depressione post parto
Non esistono ristoranti o altri ritrovi pubblici e anche in pieno giorno incrociare un residente è un evento raro. I pochi passanti manifestano stupore e sconcerto per quanto avvenuto, anche se per fortuna il bebè si sta riprendendo, nonostante il grave stato di ipotermia in cui è stato rinvenuto dagli agenti intervenuti su segnalazioni di alcuni cittadini.
Sui motivi del gesto della donna stanno indagando gli inquirenti coordinati dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier e, come ovvio, considerati i contorni della vicenda, il riserbo è totale. La madre, secondo quanto filtra in queste ore, si troverebbe in una situazione di disagio a livello sociale e soffrirebbe di depressione post parto. Probabilmente, come emerso anche dall’audizione effettuata dopo il suo fermo, versava in uno stato confusionale.
Una possibile pista
In proposito una passante, che comunque dice di non conoscerla, fa notare che a un centinaio di metri dal parcheggio in cui è stato individuato il neonato si trova un foyer per madri in difficoltà e non lontano ha sede l’associazione per madri in difficoltà che offre sostegno alle donne che lo richiedono. Magari quello che appare come un caso di abbandono, segnala la residente, potrebbe essere stato un segnale disperato di richiesta d’aiuto.
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Il servizio di Gian Paolo Driussi
RSI Info 18.01.2013, 19:03







