La perizia psichiatrica è terminata. Il dottor Carlo Calanchini l’ha consegnata settimana scorsa. Il quadro che traccia è complesso; parla di più patologie, accompagnate da un leggero deficit cognitivo. La madre – secondo l’esperto nominato dalla procura – non era dunque capace di valutare fino in fondo le conseguenze del proprio agire. Soprattutto il giorno dell’arresto, il 16 gennaio, quando si scoprì che aveva appena avuto un bimbo. Un figlio partorito da sola, tra le mura del suo appartamento di Besso, e tenuto nascosto persino ai famigliari.
Nessuna depressione post-parto
Sotto pressione, la donna lasciò il neonato sul sedile dell’auto. Il piccolo, avvolto in un sacchetto di plastica, rischiò di morire d’ipotermia. In quei momenti – ha stabilito il perito – la scemata responsabilità della mamma era grave. Lieve, invece, il grado ravvisabile nelle fasi precedenti, prima e dopo la gravidanza. Il rapporto non ha evidenziato alcuna depressione post-parto. È emersa semmai l’incapacità di comprendere i bisogni del bambino.
Le parti avranno tempo ora fino al 31 marzo per chiedere eventuali complementi. Intanto sono giunti i risultati del DNA. La giovane – hanno confermato gli esami – è effettivamente la madre naturale.
Le accuse ipotizzate: tentato omicidio e tentato infanticidio
Le autorità, come noto, hanno affidato il bimbo a una famiglia, optando per il collocamento a termine. La madre è tuttora in carcere. Tentato omicidio e tentato infanticidio le accuse principali ipotizzate dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier. Accuse che la donna, difesa dall’avvocato Olivier Ferrari, respinge con fermezza.
Francesco Lepori
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