A meno di tre mesi dalle elezioni cantonali grigionesi la Città di Coira ha deciso di consentire l’affissione di manifesti su proprietà private. Una scelta destinata a rendere la comunicazione elettorale più libera e democratica, favorendo anche i candidati con risorse limitate. Durante la campagna, quindi, chi riuscirà a trovare cittadini disposti a esporre un manifesto potrà aumentare la propria visibilità senza incidere sui costi.
In passato questa pratica era già diffusa, sebbene non fosse legale. Prima “quasi nessuno inoltrava richieste di questo tipo poiché si sapeva che non sarebbero state approvate. Alcuni tuttavia affiggevano comunque i manifesti, senza domandare nulla alla Città”, ha spiegato Simon Gredig, municipale di Coira, alle telecamere del Quotidiano della RSI.
Il nuovo regolamento punta a mettere ordine, garantire equità ed evitare situazioni problematiche. “Prima avevamo diversi collaboratori che per tutta la campagna erano impegnati a strappare manifesti irregolari in tutta la città”, ha raccontato Gredig. “Quando i cartelloni erano appesi all’interno delle proprietà, dovevano capire chi ci viveva e comunicare il divieto con una lettera. Tutto questo causava un enorme dispendio di energie e anche moltissime lamentele”.
Secondo Gredig, tuttavia, questo non porterà a una Coira tappezzata di manifesti. Anche perché, conclude, “la stragrande maggioranza dei cittadini non è interessata a esporre messaggi politici sulle recinzioni del giardino, sul balcone o sotto la finestra. Ma almeno ora abbiamo norme chiare che valgono per tutti”.








