Fin da subito Marco Borradori si ricuserà dal trattare il tema che lo coinvolge, in virtù dell'articolo 15 del regolamento sul Consiglio di Stato, nell'eventualità di un potenziale conflitto di interesse. È quanto ha concordato oggi il governo ticinese nella sua seduta settimanale in relazione alla candidatura del direttore del Territorio al municipio di Lugano.
Se la questione sarà di pertinenza del presidente del governo, Marco Borradori sarà sostituito da Beltraminelli, se riguarderà invece il DT interverrà al suo posto Norman Gobbi. Il presidente del Consiglio di Stato ha confermato che lascerà la carica dal 28 febbraio e l'esecutivo cantonale, al più tardi, dal 14 aprile. "Non sono ora in grado di dire se lascerò prima", ha precisato il decano del governo ticinese, che ha comunque ribadito l'assoluta "legalità" della sua posizione, anche se non ha nascosto che in concreto possano sorgere questioni di opportunità.
Sciopero svoltosi in tranquillità
Sullo sciopero indetto oggi dai sindacati contro il Preventivo che prevede il taglio del 2% sui salari il presidente del governo si è compiaciuto del fatto che “è filato tutto liscio, le preoccupazioni sono state fugate”. Il diritto di sciopero “è garantito dalla Costituzione e non vogliamo mettere degli intralci, ha aggiunto il consigliere di Stato”. È d’altra parte comprensibile quanto avviene ma è comunque difficile procedere nella doverosa operazione di contenimento delle spese, ha concluso sempre Marco Borradori.
Prendiamo atto dello sciopero e della manifestazione, che sono due cose distinte, su cui la politica tirerà le sue interpretazioni, ha proseguito il collega Manuele Bertoli che informato sul “numero importante di docenti che hanno preso parte all’agitazione in 7 istituti scolastici su 35” mentre in altre sedi la protesta si è esplicitata “in forme diversificate”.
Risoluzione contestata in giudizio
Il direttore del DECS ha anche comunicato che la contestata risoluzione con cui il Cantone invitata a garantire un servizio minimo nelle singole scuole è stata attaccata in giudizio. “Sono contento poiché i tribunali potranno fare chiarezza” sulla questione, ha chiosato Manuele Bertoli.
Dal Quotidiano
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Contenuto audio
Paolo Beltraminelli al microfono di Alberto Tettamanti
RSI Info 05.12.2012, 18:31










