Ticino e Grigioni

Caso Gobbi: tre agenti indagati per fuga di notizie

I poliziotti, tutti della cantonale, avrebbero divulgato informazioni riservate sull’incidente stradale occorso in Leventina al consigliere di Stato. Tra i destinatari, forse, alcuni politici

  • Oggi, 17:35
  • 2 ore fa
Aperto anche un procedimento disciplinare

Aperto anche un procedimento disciplinare

  • archivio tipress
Di: Francesco Lepori 

Tutto è partito dal radar che a Monteggio, nel novembre del 2024, qualcuno ha preso come bersaglio, danneggiandolo con più colpi d’arma da fuoco. Sotto inchiesta è finito un agente della polizia cantonale, a cui la procura ha sequestrato i dispositivi elettronici personali.

Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha accolto la richiesta di levare i sigilli e di accedere ai dati. Cosa che gli inquirenti, coordinati dal procuratore generale Andrea Pagani, hanno fatto di recente, a decisione cresciuta in giudicato. Lì la sorpresa: dall’analisi dei contenuti sono emersi infatti anche gli indizi di una possibile violazione del segreto d’ufficio. Non solo ad opera del poliziotto in questione, ma di altri due colleghi della cantonale.

Le fughe di notizie riguardano essenzialmente l’incidente stradale occorso al consigliere di Stato Norman Gobbi, in Alta Leventina, il 14 novembre 2023. Un episodio sul quale erano scorsi – si ricorderà – fiumi di inchiostro, con un’inchiesta per favoreggiamento nei confronti di tre agenti (poi scagionati).

Come detto, al vaglio della giustizia ce ne sono ora altri tre, sospettati di avere condiviso all’esterno delle informazioni riservate sul caso. Impossibile conoscere la posizione assunta a verbale dagli imputati, contro i quali si ipotizza appunto il reato di violazione del segreto d’ufficio. Per il terzetto vale ovviamente la presunzione di innocenza. Le singole, eventuali responsabilità sono peraltro tuttora oggetto di indagine. Nel frattempo – sempre secondo le informazioni raccolte dalla RSI – a carico dei tre è stato aperto pure un procedimento disciplinare.

L’inchiesta dovrà anche stabilire perché, e a chi, le informazioni sarebbero state divulgate. Tra i destinatari (diretti o finali) c’erano esponenti della politica ticinese, che sulla vicenda aveva tanto dibattuto? Da parte del ministero pubblico, nessun commento. Non è dunque dato sapere se Pagani abbia già sentito (o intenda sentire) delle persone in proposito.

Prima Ora 18.00 del 14.04.2026

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