"La gente è preoccupata dall’aumento del traffico, specialmente pesante, che deriverebbe da un eventuale raddoppio della galleria". Queste le parole di Francesco Maggi, responsabile del WWF per la Svizzera italiana e granconsigliere in Ticino per i Verdi dopo che l’associazione contraria alla costruzione di una seconda canna del tunnel autostradale del San Gottardo ha depositato a Berna un numero sufficiente di firme affinché si voti sulla questione.
Gli fa eco la sua compagna di partito Greta Gysin: "È la conferma che la popolazione non la pensa come l’élite politica".
Anche dalla parte dei leghisti c’è chi, come Giancarlo Seitz, pensa che il futuro della mobilità sia altrove: "Non possiamo dare più di 200 milioni all’Italia per allargare gallerie verso Luino, spendere 21 miliardi per l’Alptransit e poi andare da un’altra parte", ha detto.
"È una tappa intermedia, la battaglia importante si farà nei prossimi due anni. Noi siamo pronti", ha dichiarato il consigliere nazionale socialista Fabio Pedrina, ex presidente dell’Iniziativa delle Alpi.
CSI/ZZ
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