Ticino e Grigioni

Clausola, per la sinistra "un errore"

Soddisfatti PPD e PLR, solo a metà l'UDC

  • 24.04.2013, 19:53
  • Ieri, 12:39

Socialisti e Verdi, i primi a reagire alla decisione di prolungare ed estendere l'applicazione della clausola di salvaguardia, la ritengono un errore. Entrambi avrebbero preferito un rafforzamento delle misure accompagnatorie. Il provvedimento odierno, avvertono in due comunicati distinti ma simili, nella migliore delle ipotesi avrà l'effetto di un placebo. Il rischio, inoltre, è quello di irritare l'Unione Europea.

"Provvedimento simbolico"

Come già accaduto con i cittadini dei primi otto paesi a cui la clausola era stata applicata anche gli altri ripiegheranno su permessi di breve durata, non contingentati. Le imprese in Svizzera sono dipendenti dalla manodopera straniera e anche quelle estere, attirate con vantaggi fiscali, reclutano i loro quadri essenzialmente al di fuori dei nostri confini. Il passo compiuto è dunque "puramente simbolico" per il presidente socialista Christian Levrat.

L'Unione sindacale svizzera è sulla medesima lunghezza d'onda. I beneficiari di permessi L aumenteranno, sottolinea, e questo faciliterà una precarizzazione delle condizioni di lavoro. Meglio sarebbe stato agire contro il dumping salariale, e così la pensano anche Travail.Suisse e Unia.

All'UDC non basta

È contenta a metà l'UDC, perché, secondo Toni Brunner, il Consiglio federale avrebbe dovuto contingentare anche i permessi di breve durata. Così, invece, non bisogna illudersi sull'efficacia del passo intrapreso, che ha l'unico pregio di ammettere l'esistenza di un problema legato all'immigrazione e di dirlo chiaramente anche all'Unione Europea.

Scetticismo è stato manifestato anche da Martin Bäumle, dei Verdi liberali. Il Governo, afferma, dovrà ora cominciare a riflettere su come agire fra un anno, una volta scaduto il provvedimento.

PPD e PLR, "giusto mantenere le promesse"

Esprimono soddisfazione, invece, il Partito popolare democratico, quello liberale-radicale e quello borghese democratico. La clausola era prevista dai trattati: se le condizioni sono soddisfatte, "è giusto mantenere le promesse" fatte al popolo, sostengono praticamente all'unisono. "Il Governo ha privilegiato la politica interna rispetto a quella estera", secondo il presidente del PLR Philipp Müller. Il PPD, come affermato ieri dal suo numero uno Christophe Darbellay, si spingerebbe anche oltre, negoziando con Bruxelles la possibilità di una clausola permanente.

"Non troppa burocrazia"

Da parte sua, l'Unione svizzera degli imprenditori "deplora ma accetta la decisione". Il direttore Thomas Daum auspica che la sua applicazione non comporti un eccesso di burocrazia dannoso per le aziende. Economiessuisse, invece, evidenzia in particolare l'inutilità della misura a fini pratici.

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L'Unione europea "deplora" la decisione della Svizzera di far ricorso, estendendola, alla clausola di salvaguardia. In un comunicato Catherine Ashton non ha risparmiato critiche alla Confederazione, ricordando la “grande importanza” della libertà di circolazione. “Le misure adottate oggi dal Governo svizzero sono contrarie all'accordo sulla libera circolazione delle persone, perché fanno differenza tra gli Stati membri”, sottolinea l'Alto rappresentante dell’UE.

La prima reazione europea è giunta infine dal presidente del Parlamento dell'UE, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, che manifesta "comprensione per i timori elvetici" di fronte a un'eccessiva immigrazione, ma anche dubbi sull'efficacia del provvedimento "di breve durata e quasi unicamente simbolico".

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