Ticino e Grigioni

La clausola di salvaguardia al CF

Discussione aperta se limitare immigrazione da paesi UE

  • 10.04.2013, 14:34
  • Ieri, 12:25
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“Sulla clausola di salvaguardia, il Governo non ha preso nessuna decisione, lo farà nel corso di una delle prossime sedute”. Lo ha dichiarato André Simonazzi oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa. Il Consiglio federale ha tempo fino alla fine di aprile per decidere se prorogare il contingentamento in vigore da un anno per gli otto membri UE dell’Europa orientale. Entro la fine di maggio dovrà poi prendere posizione su una misura del genere per i primi 17 Stati dell'UE, ha ricordato Simonazzi. L’Esecutivo non ha ancora deciso se trattare assieme o separatamente le due categorie di paesi.

La clausola, fissata nell'accordo bilaterale, consente alla Svizzera di reintrodurre contingenti per una durata limitata. Vengono però poste delle condizioni: il numero di autorizzazioni di soggiorno rilasciate a lavoratori provenienti da Stati dell'UE deve superare di almeno il 10% la media annuale dei permessi rilasciati nel corso di tre anni precedenti.

La clausola nelle diverse commissioni

Il 20 marzo, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati ha rinunciato a formulare una raccomandazione all’attenzione del Governo. I suoi membri non sono infatti giunti a un consenso circa la necessità per la Svizzera di ricorrere o meno alla clausola di salvaguardia. Di diverso avviso, una settimana dopo, l’analoga Commissione del Nazionale che ha invece invitato il Governo a dire no. Secondo quest’ultima, non occorre prorogarla per i nuovi membri dell’Unione Europea, né estenderla agli altri 17 paesi. Per la maggioranza, il ricorso a questo strumento non fa gli interessi della Svizzera in materia di politica estera e potrebbe, allo stesso tempo, avere ripercussioni negative nelle relazioni con l’UE.

Tra i primi a rigettare la proposta di attivare la clausola di salvaguardia figurano i membri della Società Svizzera degli impresari costruttori, i quali hanno affermato che in questo modo il sistema di reclutamento straniero “risulterebbe stravolto e ostacolato per un solo anno, senta pertanto frenare sensibilmente l’immigrazione”. Anche il Partito socialista, per voce di Christian Levrat, si è detto contrario a questa opzione, ritenuta una misura “populistica”. Applicarla, è stato sostenuto, significherebbe “seguire la logica anti-immigrazione dell’Unione democratica di centro”.

Lo scorso anno sono stati concessi 55'430 permessi di soggiorno di tipo B a cittadini provenienti dall'UE-17 (il 4,6% in più rispetto al 2011). Quelli per dimoranti temporanei (tipo L) hanno invece raggiunto quota 54'185, ossia il 5,7% in più rispetto all'anno prima.

La reintroduzione - lo scorso maggio - del contingentamento per coloro che provengono da Stati dell'UE-8, relativo unicamente ai permessi B, ha avuto quale effetto uno spostamento delle richieste sui permessi L. Su tutto l'arco dell'anno i permessi B concessi ai cittadini provenienti dall'UE-25 sono quindi diminuiti (3’874), mentre gli L sono passati da 11'409 nel 2011 a 14'000 nel 2012 (+22%), con una netta crescita a partire da luglio (aumento del 50% ogni mese

Gallery audio - La clausola di salvaguardia al CF

  • RG 12.30 Il reportage di Mattia Serena

    RSI Info 10.04.2013, 14:07

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