I presidenti degli altri partiti hanno smentito di aver "teso una mano" a Davide Enderlin, il consigliere comunale, ormai ex PLR, indagato in Italia nel caso Carige, che aveva dichiarato a La Regione di aver "ricevuto telefonate di altri partiti per passare con loro". Lo scrive venerdì il Corriere del Ticino, dopo aver contattato i presidenti dei gruppi che, nel 2013, presentarono una lista a Lugano.
L'uomo politico luganese, coinvolto nell'inchiesta sulla maxi-truffa ai danni di banca Carige, non è più agli arresti domiciliari, su decisione del giudice per le indagini preliminari di Genova, Cinzia Perroni, che ha disposto l'obbligo di dimora a Como. Ora però, sul suo capo, pendono almeno altre due indagini elvetiche, oltre all'inchiesta sul fallimento Pramac.
M.Ang./Red MM





