Serpeggia il malcontento fra i frontalieri per via dell'applicazione in Italia della tassa sull'assistenza sanitaria, calcolata in funzione del reddito.
Anche i pendolari sono adesso chiamati, come tutti i lavoratori italiani, a contribuire alle entrate del Sistema sanitario nazionale. Il nuovo balzello si basa su un'aliquota del 7,5%, per i redditi annuali fino a quasi 20'700 euro, e un tasso ulteriore del 4% per quelli fino ad una soglia di circa 51'600 euro l'anno.
L'imposta, incassata per ora solo in Lombardia, suscita proteste anche per via del fatto che sarà soppressa alla prevista entrata in vigore, nel 2018, dei nuovi accordi di doppia imposizione fra Svizzera e Italia. Ossia al momento in cui i frontalieri inizieranno, pur con progressività, a versare al proprio Stato l'imposta sulle persone fisiche (IRPEF).
Red.MM/ARi






