Tentato omicidio. È l’accusa di cui dovrà presto rispondere in aula il 33enne marocchino che il 24 ottobre scorso, sul lungolago di Muralto, accoltellò un cittadino della Guinea.
L’imputato aveva appena visto l’ex-amica in compagnia di alcuni altri richiedenti l’asilo, e quando la vittima si avvicinò a lui, interpretò il gesto come una provocazione. L’alterco degenerò dopo che il ciclista raggiunse il gruppo. L’uomo andò all’Osteria Reginetta, dove alloggiava, e con una scusa si fece dare dal cuoco un coltello da cucina. Poi tornò in viale Verbano, ferendo il 32enne alla guancia e alla mano.
Da qui l’ipotesi di tentato omicidio, anche se nella forma del dolo eventuale. Il rinvio a giudizio è stato firmato pochi giorni fa dal procuratore capo Nicola Respini, che alle Assise Criminali chiederà una pena superiore ai cinque anni di carcere. Diversa la tesi dell’imputato, tuttora dietro le sbarre: “Non volevo ucciderlo, ma soltanto mettergli paura” – ha sempre sostenuto.
Francesco Lepori
Dal Quotidiano:
31.03.2016: Muralto, accoltellatore marocchino a processo






