Ticino e Grigioni

Gessatori sul piede di guerra

Consegnata petizione con 700 firme per chiedere al padronato di tornare al tavolo delle trattative

  • 24.06.2016, 15:26
  • 4 maggio, 15:30
I lavoratori minacciano una settimana di sciopero (archivio)

I lavoratori minacciano una settimana di sciopero (archivio)

  • Ti-Press

Dopo la decisione unilaterale di venerdì scorso da parte dell'associazione padronale ATMG (Associazione Ticinese Mastri Gessatori) di interrompere le trattative per il rinnovo del CCL nel settore del gesso, ieri sera (giovedì), l'assemblea sindacale UNIA e OCST (presenti 160 lavoratori), in un clima di tensione generale, ha deciso, nel caso non si tornasse a discutere del contratto di lavoro collettivo, che i 1'500 dipendenti del settore scenderanno in piazza. I rappresentanti dei lavoratori minacciano anche una settimana di sciopero collettivo.

I sindacalisti ricordano che il settore è interessato da una forte pressione, dovuta alla concorrenza agguerrita, causata anche dalla libera circolazione delle persone, che si ripercuote sui salari dei lavoratori trascinati al ribasso fino a punte di 4'300 franchi al mese.

Tra le richieste dei lavoratori c'è l'abolizione del manovale (categoria retribuita con 24,60 franchi l'ora, 4'300 franchi al mese), troppo frequentemente utilizzata per raggirare la legge e pagare meno chi è più qualificato. Emblema del conflitto tra le parti, la richiesta dell'ATMG di introdurre una categoria salariale inferiore, quella del garzone (pagato 18 franchi l'ora, 3'132 franchi al mese).

CSI/A. Pedrazzini/Red.MM

Dal Quotidiano:

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