Lo sciopero in Svizzera e in Ticino è uno strumento di protesta usato pochissimo. Ecco perché è passato alla storia quello del 2008 alle Officine FFS di Bellinzona, durato un mese. A capo della lotta c'era Gianni Frizzo, che ricorda i momenti di tensione al grido di "Giù le mani dalle Officine".
"È una decisione difficile, anche perché si rompe il rapporto di fiducia tra le maestranze e i datori di lavoro - racconta Frizzo ai microfoni delle Cronache della Svizzera italiana -. Si mettono in gioco la propria dignità e la capacità di provvedere alla propria famiglia". Sottolinea il sindacalista, mettendo in evidenza l'aspetto psicologico di come si vive uno sciopero.
Battersi vale la pena, quindi. Ed è importante la solidarietà: "È soltanto unendo le voci che riusciamo far cambiare qualcosa in questo momento, diciamo così, cupo". E rilancia. "Mi sembra che lavoratori e lavoratrici siano ancora troppo buoni, qui".
CSI/pix
Dal Quotidiano
19.02.2015: AT SCIOPERO EXTEN







