Ticino e Grigioni

Giustizia ticinese al limite delle proprie capacità

Numero notevole di incarti e ritardi nelle nomine. I vertici del Consiglio della magistratura e del Tribunale d’appello lanciano un monito

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Le lentezze della giustizia ticinese

Il Quotidiano 13.05.2026, 19:00

  • Ti-Press
Di: Il Quotidiano - Matteo Nernasconi / M. Ang. 

Poltrone vuote, carichi di lavoro provanti. La magistratura ticinese continua a lavorare ai limiti delle proprie capacità. Oltre a un numero notevole di incarti, deve far fronte ai ritardi nelle nomine da parte del Gran Consiglio. Le attese durano mesi e restano vacanti anche figure di spicco, come due procuratori pubblici. I vertici del Consiglio della magistratura e del Tribunale d’appello lanciano un monito.

La situazione attuale

Risorse limitate, organici sotto pressione. Sembra ancora lontano il ritorno alla normalità operativa della giustizia ticinese. Uno dei problemi più attuali e urgenti è il ritardo nelle nomine delle posizioni vacanti. “Il problema dei tempi lunghi c’è già da tempo. Ricordo che nel 2022 la nomina di un procuratore pubblico si era protratta per tanti mesi e precedentemente anche quella di un suo collega era durata circa cinque mesi - spiega, ai microfoni del Quotidiano della RSI, Damiano Stefani, presidente del Consiglio della magistratura -. In questi mesi c’è un vuoto, perché quello che ne risente è soprattutto il ministero pubblico e questo significa che il lavoro viene ridistribuito su tutti gli altri magistrati, creando un aggravio laddove già la situazione è, non dico disperata, ma comunque molto pesante”.

Organici limitati e prospettive incerte

Dal canto suo Giovan Maria Tattarletti, presidente del tribunale d’appello, sottolinea che “l’organico è sempre limitato e, vista la situazione finanziaria del Cantone, non c’è una prospettiva di grandi rinforzi. È importante che al momento in cui si creano vacanze queste vengano tempestivamente coperte. In questo senso è molto importante che anche la politica faccia in modo che non si creino vuoti”.

Una dozzina di posizioni vacanti

E di vuoti attualmente ce ne sono non pochi. “Sono una dozzina le figure attualmente in discussione - dice Stefani -. Tra questi due giudici al Tribunale penale cantonale, due procuratori pubblici, un giudice all’apertura penale, quattro sostituti procuratori pubblici, due supplenti giudici al Tribunale d’appello. È importantissimo sotto questo punto di vista anche che sia tempestiva la messa a concorso del posto vacante quando, per esempio, si può già prevedere con largo anticipo, come nei casi di pensionamento. Uno è attualmente in ballo. Sarebbe opportuno uscire subito col concorso, in modo tale da permettere anche alla politica di fare i suoi ragionamenti, le sue valutazioni”.

I passaggi tra ruoli non sono il problema

Una cosa che si osserva è il passaggio spesso di figure da un ufficio all’altro, da un ruolo all’altro. Questo è parte del problema? “No, direi di no - risponde Tattarletti -. Il passaggio trasversale da un settore della magistratura a un altro ci può stare tranquillamente. Le competenze acquisite da una parte possono servire dall’altra e anche poter fare una certa carriera. È addirittura necessario perché i passaggi dal privato al pubblico non avvengono così sovente”.

L’appello alla politica

Se queste riflessioni fossero raccolte in una lettera, l’indirizzo sulla busta sarebbe quello della Commissione giustizia e diritti, che ha la competenza delle nomine. Tornerà a riunirsi il primo di giugno e si spera, a Palazzo di Giustizia, che raccolga l’appello dei due alti magistrati.

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