I giovani liberali-radicali e democentristi hanno unito le forze contro i sussidi per l’acquisto di auto elettriche, ibride e a gas e martedì hanno spiegato i motivi alla base del loro rifiuto che li ha portati a indire un referendum che ha avuto il sostegno dei rispettivi partiti di riferimento.
L’ostilità ai cosiddetti cashbonus deriva innanzitutto dal fatto che non si tratta di una priorità in un cantone confrontato con ben altri problemi e, in seconda battuta, non va dimanticato che i detentori di un veicolo a motore in Ticino pagano imposte di circolazione tra le più alte della Svizzera.
I sussidi, che vanno da un minimo di 600 a un massimo di 7'500 franchi, dovrebbero del resto essere finanziati diversamente e non esser distribuiti "a pioggia" come invece si sarebbe previsto. Inoltre, una volta consumate le riserve di 5 milioni di franchi, il Governo potrà finanziare i cashbonus incrementando le tasse di circolazione, il che è appunto troppo in un cantone tra i più costosi nel paese per gli utenti della strada motorizzati.
CSI/Michele Rauch/EnCa





