"Ho fatto solo cose regolari, ho ricevuto un finanziamento registrato sia in Italia sia in Svizzera e ho eseguito quello che mi è stato chiesto". Così Davide Enderlin Junior, l’avvocato luganese e consigliere comunale arrestato nell’ambito dell’inchiesta Carige, ha risposto agli inquirenti italiani che lo hanno interrogato oggi, sabato, al carcere Marassi di Genova.
L’audizione è durata due ore. Il 42enne, accusato di riciclaggio e concorso in truffa, ha negato gli addebiti: "Non sapevo nulla della provenienza del denaro", ha aggiunto, sottolineando di avere agito solo da intermediario per l'acquisto dell'hotel Holiday Inn a Lugano, uno degli affari sotto la lente della procura italiana. I legali dell’imprenditore, nonché presidente della Pallavolo Lugano, ne hanno chiesto la scarcerazione.
Liberali riuniti
Mentre Enderlin era messo sotto torchio, al Canvetto luganese si è riunita la sezione cittadina del PLR. Per ora si è deciso di attendere gli sviluppi dell'inchiesta.
Red. MM/ANSA/Quotidiano





