Dopo il pretore Marco Ambrosini, anche il Tribunale d’Appello ha sancito il fallimento del Bellinzona, e sembra dunque destinata a chiudersi in maniera molto amara una storia lunga 109 anni. Per il presidente Gabriele Giulini quindi un altro brutto colpo, ma non ancora quello definitivo. Di sicuro però anche questa sentenza renderà più complicata la ricerca di altri investitori che in extremis sigillino le falle della barca granata.
Il numero uno dell'ACB è stato smentito quindi un’altra volta, visto che lunedì, dopo la prima sentenza, era praticamente sicuro che in seconda battuta le istanze cantonali avrebbero dato seguito positivo alla sua richiesta, concedendo l'effetto sospensivo. La società è dunque ora nelle mani di un amministratore esterno.
Il club ha comunque ancora facoltà di ricorso, come ha precisato in un comunicato il suo legale, l'avvocato Emanuele Stauffer: "Il Presidente della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’Appello ha respinto la richiesta di concessione di effetto sospensivo da applicare alla decisione del 22 aprile del Pretore. Ciò significa che, da oggi alle 10h00, la società è formalmente fallita. Nondimeno, la possibilità di chiedere la revoca del fallimento sussiste, nella misura in cui non è ancora decaduto il termine di 10 giorni per la presentazione del ricorso inteso a contestare la decisione pretorile. L’ACB SA, tramite il suo Presidente Gabriele Giulini, si riserva pertanto la possibilità di chiedere ed ottenere la revoca del fallimento, qualora si dovessero realizzare tutte le condizioni (finanziarie in particolare) su cui fondare un ulteriore atto giudiziario".
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