Ticino e Grigioni

Il Ticino vara l'amnistia fiscale

Il Gran Consiglio approva sconti del 70% per chi si autodenuncerà; i primi 20 milioni di proventi destinati a un fondo per l'occupazione

  • 26.11.2013, 01:28
  • 4 maggio, 12:09

L’amnistia fiscale cantonale dopo essere uscita dalla porta rientra dalla finestra: il Gran Consiglio ticinese ha approvato oggi un provvedimento quasi identico a quello bocciato per soli tre voti il 14 marzo del 2012. Chi ha evaso il fisco potrà autodenunciarsi nel 2014 e 2015, evitando sanzioni e pagando il dovuto dell’ultimo decennio, con uno sconto però del 70% rispetto all’aliquota usuale.

Servono risorse

Si intende così favorire il recupero di risorse nascoste, in un momento di crisi economica in cui il cantone fatica a reperirne. "L'alternativa è lo statu quo, fondi neri non dichiarati", per Marco Passalia (PPD). "Servono misure che determinino un'inversione di tendenza", ha sostenuto invece il leghista Daniele Caverzasio. In assenza di un’amnistia federale (sarebbe stata la "soluzione ottimale", ha riconosciuto Laura Sadis), il Parlamento ha dunque riesumato una misura che non si vedeva da 44 anni. Una misura di cui si è più volte ribadita “l’eccezionalità” e dalle implicazioni etiche evidenti, che i fautori non hanno nascosto.

Un fondo per l'occupazione

Per garantire il consenso si è dunque partiti dal fondo, inteso come fondo per l'occupazione destinato a misure di inserimento professionale e per la creazione di start up. Lo alimenteranno i primi 20 milioni di franchi incassati grazie all’amnistia, da investire entro fine 2016.

“Non è un alibi”, ha insistito il leghista Attilio Bignasca. L’”interesse pubblico prevalente” ha convinto i Verdi (Michela Delcò Petralli) a ingoiare il boccone amaro, non invece i socialisti, i soli contrari insieme all'MPS. “Chi ruba e poi fa beneficenza resta un malfattore, non diventa un filantropo”, ha detto Ivan Cozzaglio.

Dovrebbe pronunciarsi Mon Repos

Sull'amnistia pende la minaccia di un ricorso al Tribunale federale: per i contrari è perlomeno dubbia la sua compatibilità con principi costituzionali come quello dell'uguaglianza di trattamento. "A noi competono le decisioni politiche, il resto è solo contorno", aveva sancito in corso di dibattito Roberto Badaracco del PLR: "Se saremo smentiti da Mon Repos lo accetteremo".

Stefano Pongan

Il voto

Il fondo è stato approvato con 54 voti contro 17 e un astenuto, l'amnistia, in seguito, con 51 voti contro 15 e nessun astenuto.

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    RSI Info 25.11.2013, 20:18

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  • Lurati (PS, relatore di minoranza sul fondo): "Favorevoli a un fondo, ma non facendo uno sconto a chi doveva pagare le imposte ma non l'ha fatto"

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    • PS, relatore di minoranza sul fondo

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  • Il servizio di Sharon Bernardi

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