Ticino e Grigioni

Il settore delle costruzioni si conferma a due velocità

L’edilizia più generale regge meglio del genio civile, penalizzato anche dalle difficoltà economiche degli enti pubblici

  • Un'ora fa
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Costruzioni a due velocità: l’edilizia regge, il genio civile rallenta

Il Quotidiano 13.01.2026, 19:00

  • RSI
Di: Il Quotidiano - Paolo Bobbià / M. Ang. 

Per il settore ticinese delle costruzioni il 2025 è stato un anno che ha evidenziato la differenza tra edilizia e genio civile, con prospettive migliori per la prima e rallentamenti maggiori per i cantieri delle infrastrutture più grandi.

“Abbiamo avuto la conferma di maggiore difficoltà del settore del genio civile rispetto a quella dell’edilizia e questo è un aspetto che va avanti da ormai un paio d’anni e ci preoccupa un poco, perché diverse grosse imprese si sono specializzate negli anni addietro proprio nel settore del genio civile”, spiega alle telecamere del Quotidiano della RSI Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori sezione Ticino (SSIC-TI).

Come se la spiega questa differenza? “Ci sono diversi motivi. La prima cosa, secondo me, è legata ai committenti delle opere del genio civile, che sono gli enti pubblici. E qui le difficoltà delle finanze pubbliche si sentono”.

Si tratta di cantieri grandi e complessi, spesso confrontati con ricorsi e problemi di vario tipo che, nonostante abbiano già l’avallo politico, accumulano ritardi. “Progetti pronti anche con dei crediti già votati, per i quali bisogna attendere mesi o anni per andare in cantiere. Questo crea forte incertezza, anche perché le squadre vanno mantenute in azienda, perché poi quando il lavoro parte bisogna essere pronti”.

Mentre per l’edilizia più generale? “Abbiamo segnali migliori in quanto le riserve di lavoro sono quasi di cinque mesi, quindi buone riserve contro i tre mesi del genio civile e poi lì abbiamo anche degli aspetti interessanti soprattutto per i prossimi due anni. Il primo riguarda il costo del denaro che continua a essere molto basso. E poi c’è un incentivo indiretto a voler ristrutturare e risanare energeticamente gli edifici, proprio perché attualmente abbiamo ancora la possibilità di dedurre fiscalmente questi interventi”.

Una spintarella come quella quasi paradossale della famosa scheda R6. “In quei Comuni dove si è ancora in dubbio se bisogna de-zonare o meno. Chi ha un terreno edificabile ha la tendenza a voler inoltrare la domanda di costruzione e andare in cantiere al più presto, proprio per mettersi al sicuro da cattive sorprese. Gli ultimi segnali ci tranquillizzano un poco da questo punto di vista, in quanto ci sono determinate regioni toccate dal problema, ma non è un problema diffuso”.

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