Ticino e Grigioni

Incapace di intendere e volere

Consegnata la perizia psichiatrica sulla 37enne che in gennaio, a Bellinzona, minacciò con un coltello il commesso di un negozio

  • Ieri, 17:03
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Bellinzona, una donna entra in un negozio con un coltello e minaccia le persone

RSI Info 30.01.2026, 15:29

Di: Francesco Lepori 

Era il 30 gennaio quando la donna, poco dopo mezzogiorno, entrò in un negozio di telefonia mobile in viale Stazione, a Bellinzona. Voleva cambiare scheda e numero, ma non aveva il denaro necessario. Al “no” del commesso perse il controllo, minacciandolo con un coltello da cucina. Prima di venire immobilizzata dalla polizia – avvisata da un collega – la 37enne svizzera di origine turca gridò più volte la frase “Allah Akbar” (Dio è il più grande). Di qui il suo arresto e l’avvio delle indagini, assunte dal ministero pubblico della Confederazione.

L’inchiesta è giunta ormai in dirittura d’arrivo. La procuratrice Valentina Lavagno ha ricevuto infatti la perizia psichiatrica ordinata nei confronti dell’imputata. La conclusione è chiara: al momento dei fatti era totalmente incapace di valutare il carattere illecito dei propri atti, così come di agire di conseguenza. Il disturbo psichiatrico di cui soffre la portò ad avere, quel giorno, uno scompenso acuto tale da influenzare in maniera determinante il suo comportamento.

La dottoressa Fazia Bernasconi-Schlunke si è espressa anche sul pericolo di recidiva, che ha definito medio-alto. Nessun internamento, però. Per contenere i rischi l’esperta ha indicato un trattamento ambulatoriale, che è già stato disposto come misura sostitutiva dell’arresto. Nelle scorse settimane la 37enne, difesa da Walter Zandrini, ha lasciato così il penitenziario alla volta di una clinica, dove rimarrà almeno fino agli inizi di luglio.

Ora si attendono la chiusura formale dell’inchiesta e la decisione della procura federale, che con ogni probabilità riterrà la donna non punibile. Al momento i reati ipotizzati sono quelli di minaccia, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, partecipazione o sostegno a un’organizzazione criminale. Addebito, questo, riferito a un possibile atto terroristico, sempre smentito dall’interessata. “Ho urlato ‘Allah Akbar’ – ha dichiarato agli inquirenti – solo perché sono musulmana, e molto religiosa”.

(Legato al notiziario delle 17:00 del 15.05.2026)

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Totalmente incapace di intendere e volere

Il Quotidiano 15.05.2026, 19:00

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