Deluso dal Municipio: questo è il sentimento espresso da Giorgio Giudici sulla gestione del LAC. In particolare il vicesindaco, in un’intervista apparsa martedì sul Corriere del Ticino fa riferimento alla decisione di declinare (non è ancora chiaro se in via definitiva siccome Borradori e Masoni Brenni affermano che le valutazioni sono ancora in corso) la proposta di un rappresentante di un fondo immobiliare pronto a mettere sul tavolo in breve tempo 280-290 milioni di franchi con la cosiddetta formula " sale and lease back " (vedi box a fianco) .
"I motivi di questa scelta non li ho afferrati bene"
“Ci lavoravo da 3-4 mesi”, ha affermato il vicesindaco. La Città invece ha deciso di declinare la proposta tramite una lettera. “La persona con cui ho avuto contatti”, continua Giudici nell’intervista, “era scioccatissima, molto scioccata. (…). Il rappresentate è venuto tre volte a Lugano, io l’avevo incontrato due volte: il minimo che si poteva fare era parlarci di persona”. “I motivi di questa scelta”, sottolinea, “non li ho afferrati bene”.
Finanze: "Certi dicasteri vanno spremuti come limoni"
Sollecitato sulla questione delle finanze, Giudici, anche in questo caso non ha usato mezzi termini affermando che è necessaria una “forte riduzione delle spese dei dicasteri (…) certi dicasteri vanno spremuti come limoni”. Capitolo polizia unica proposta dal ministro Norman Gobbi, il vicesindaco commenta: “Non si capisce più niente…”.
(red.MM)
La Città venderebbe il Centro culturale a privati, lo gestirebbe pagando loro l’affitto per un certo numero di anni e alla fine ne rientrerebbe in possesso.









