Non passa giorno senza che si parli di qualche nuova scoperta fossile. Di recente, in Thailandia è stato identificato il Nagatitan chaiyaphumensis, il più grande dinosauro mai scoperto nel Sud-est asiatico: un gigante lungo 27 metri e dal peso di circa 27 tonnellate. In Francia, invece, presso il Musée Parc des Dinosaures di Mèze, sono emerse oltre cento uova fossilizzate di dinosauro risalenti al Cretaceo superiore.
Scoperte come queste ribadiscono l’importanza della paleontologia, la disciplina che studia gli organismi vissuti nelle epoche geologiche passate e i loro ambienti attraverso i fossili. Un lavoro che richiede competenze specialistiche, rigore scientifico e molta pazienza: nel caso del dinosauro thailandese, i primi reperti erano stati rinvenuti oltre dieci anni fa, mentre gli scavi si sono conclusi soltanto nel 2024.
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Anche in Ticino la paleontologia continua a regalare sorprese e nuove conoscenze. Per capire meglio il valore di questi ritrovamenti e il lavoro che si cela dietro ogni scoperta, abbiamo raggiunto Luca Zulliger, direttore del Museo dei fossili del Monte San Giorgio e collaboratore scientifico del Museo cantonale di storia naturale: “i ritrovamenti in Francia e in Thailandia, così come quelli degli ultimi anni sul Monte San Giorgio ricordano che la paleontologia è una disciplina che procede con pazienza: puoi scavare per anni senza grandi scoperte, prima di ottenere dei risultati sorprendenti” e prosegue: “un esempio locale è quello degli insetti fossili del Triassico medio ritrovati sul San Giorgio. Tra il 2020 e il 2023, durante le campagne di scavo del Museo cantonale di storia naturale, sono stati rinvenuti oltre 300 insetti risalenti a 239 milioni di anni fa. Più di quanti ne siano stati trovati negli oltre 100 anni di campagne di scavo precedenti, sia in termini di individui sia in termini di diversità”.
Il valore delle scoperte citate all’inizio dell’articolo, così come quelle ticinesi sul Monte San Giorgio, risiede certamente nel numero o nella dimensione dei fossili, ma anche nella grande dedizione e nel costante apprendimento di chi li porta alla luce.
“Noi ricercatori”, prosegue Zulliger, “siamo i primi a perfezionare il nostro lavoro nel corso degli anni, sia perché raccogliamo nuove informazioni, sia perché la tecnologia consente analisi sempre più precise. Ad esempio, nel caso degli insetti sul San Giorgio, dopo i primi ritrovamenti ci siamo dotati di un microscopio digitale di ultima generazione per poter scattare delle foto di alta qualità. Gli insetti fossili di cui stiamo parlando raggiungono i pochi millimetri di lunghezza e per poterli identificare con accuratezza e poi poterli pubblicare in una rivista scientifica, era necessario disporre di immagini in alta risoluzione ottenute con gli strumenti adeguati”.
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Rendere pubblico il proprio lavoro ha una duplice importanza. “Prima di tutto - continua Luca Zulliger - con una pubblicazione scientifica si rende ufficiale la scoperta e l’importanza scientifica della stessa. Ad esempio, nel caso degli insetti, il ritrovamento ha permesso di raccogliere nuove informazioni sull’evoluzione e l’origine di questi animali, aggiornando le ipotesi precedenti e contribuendo a far evolvere la ricerca scientifica in questo ambito. Secondariamente, è fondamentale informare il grande pubblico, affinché i risultati non siano disponibili solo per gli esperti. Questo aspetto è ancora più importante sul Monte San Giorgio: come Patrimonio mondiale dell’UNESCO la divulgazione scientifica è uno dei compiti principali”.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Dai-fossili-alla-realt%C3%A0-aumentata--2914203.html
E proprio in questa pazienza e in questa dedizione, risiede il fascino non convenzionale della paleontologia. Mentre il mondo corre, i paleontologi scavano, analizzano, interpretano, offrendoci una prospettiva unica sulla storia profonda del nostro pianeta. Le uova di Mèze, il fossile tailandese, gli importanti ritrovamenti sul Monte San Giorgio non sono solo una scoperta: sono un invito a guardare oltre l’immediato, a riconoscere il valore inestimabile di una scienza che, con ogni piccolo passo, ci connette a un passato remoto da sembrarci quasi fantascienza, ma che è, in realtà, la nostra stessa storia.
Il Monte San Giorgio scrigno della storia
Il giardino di Albert 14.06.2025, 17:00













