È nata in Ticino, si chiama Genny Zero ed è - si passi il paragone - la “Ferrari” delle sedie a rotelle elettriche. Lo scorso 22 maggio il dispositivo a due ruote auto-bilanciante si è aggiudicato il prestigioso “Compasso d’oro”, uno dei più importanti riconoscimenti a livello internazionale nel campo del design.
“Pochissimi dispositivi medicali sono stati premiati con quello che è equiparato all’Oscar del design”, ricorda al Quotidiano il fondatore e CEO della Genny Factory SA, Paolo Badano. “Non è un premio che va solo all’estetica, ma anche alla funzione. Per noi si tratta di un traguardo importante”.
Il premio, conferito a Milano dall’Associazione per il Disegno Industriale, è la dimostrazione che anche il design medicale può emozionare, innovare e cambiare il modo di vivere la disabilità. Per realizzare Genny Zero il designer italiano Enrico Pagano si è fortemente ispirato alle moto e all’estetica delle auto sportive, cercando proporzioni aggraziate e non troppo aggressive. Con l’obiettivo, sottolinea, “di trasmettere anche una sicurezza nelle sfide comuni che affrontano le persone con disabilità”.
Questa sedia a rotelle nasce da una filiera produttiva che combina componenti interamente realizzati in Italia e in Svizzera. L’azienda che la produce ha sede a Sant’Antonino e fa parte del Gruppo Wullschleger. È qui che vengono assemblate le Genny.
“Abbiamo svolto un lavoro di ricerca e sviluppo durato cinque anni - spiega ancora Badano - . Credo che sia anche pionieristico per il Ticino, perché oggettivamente si tratta di un’azienda molto tecnologica. Abbiamo assunto qui degli ingegneri che hanno lavorato per lo sviluppo e poi ci siamo anche fatti aiutare da altri professionisti in giro per il mondo”.
Questa sedia a due ruote si muove con il movimento del corpo, lasciando libere le mani di chi la usa. Si inserisce anche nel mercato della micromobilità ed è stata premiata anche per questo: è un manifesto di inclusione, innovazione e sostenibilità.








