Ticino e Grigioni

"L'accordo non ci piace"

Il sindaco di Lavena teme che l’intesa peggiorerà pure il mercato del lavoro ticinese

  • 22.12.2015, 16:55
  • 4 maggio, 15:00
"Porterà a un aumento del lavoro in nero"

"Porterà a un aumento del lavoro in nero"

  • © Ti-Press

"Dobbiamo ancora capire i dettagli dell’intesa ma come ho già detto in passato, l’accordo non farà bene ai lavoratori e nemmeno al mercato del lavoro ticinese". Queste la parole del sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Vittorio Roncoroni, da sempre critico sul testo bilaterale, dopo la firma dell’intesa avvenuta martedì tra Svizzera e Italia sulla tassazione dei frontalieri.

"Era nell’aria", ha proseguito Roncoroni che è pure presidente dell’Associazione Comuni italiani di frontiera (ACIF), "una volta risolta la querelle del certificato penale, evento che tendeva a bloccare le trattative, si è passato a firmare un accordo largamente anticipato. I ristorni li incasserà il Governo centrale mentre temo che ci saranno conseguenze per i nostri territori, italiani e svizzeri, e per il mercato del lavoro ticinese".

Roncoroni precisa che l’accordo prevede uno "split", ossia la tassazione piena entrerà in vigore entro 10 anni a partire dal 2018. Sono ormai in diversi a pensare che questa intesa, con queste tasse, porterà ad un aumento del lavoro "nero" per sfuggire alle aliquote imposte, o ad una perdita di impieghi oggi occupati solo da manodopera italiana.

sdr

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