Ticino e Grigioni

L'antenna della discordia

È alta più di 10 metri e verrebbe installata da una società privata ginevrina sul pizzo Penca in territorio di Faido; ma fioccano le opposizioni

  • 9 settembre 2020, 20:02
  • 10 giugno 2023, 04:31

CSI del 09.09.20; il servizio di Camilla Luzzani

RSI Ticino e Grigioni 09.09.2020, 19:56

  • ©Tipress
Di: CSI/Red.MM

Non sono solo le antenne 5G a creare scompiglio. Sono infatti già tre le opposizioni inoltrate al progetto di antenna radio che dovrebbe collegare i mercati azionari europei. È alta più di 10 metri e verrebbe installata da una società privata ginevrina a una quota di 3'000 metri sul pizzo Penca in territorio di Faido.

La Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio ha inoltrato un'opposizione al Comune di Faido. “Un’antenna in un ambiente completamente intatto non ha senso – spiega il presidente Raimond Rodewald - e in più si tratta di un progetto privato di un’impresa. Vuol dire che il bisogno di quest’antenna non è veramente chiaro”.

Il crinale di cui si parla è quello fra il Pizzo Campo Tencia e il pizzo Penca e l'azienda privata ginevrina citata è la Mc Kay Brothers che grazie all'antenna intende offrire a suoi clienti un collegamento di rete con i grandi centri delle borse europee. Ad opporsi anche il Club Alpino Svizzero e il comune di Lavizzara, unitosi al patriziato di Prato Vallemaggia che ha territori confinanti con la Leventina.

“Secondo noi – spiega il presidente Antonio Mignami – è assolutamente inopportuno piazzare qualsiasi opera dell’uomo in un territorio così incontaminato e anche protetto”. Si tratta infatti di un paesaggio alpino protetto a livello nazionale. Il comune di Faido, dal canto suo, aveva già chiesto alla ditta di rivedere il progetto.

“Per il primo progetto abbiamo detto che non era accettabile – spiega il sindaco Roland David - ed inoltre adesso abbiamo chiesto di inoltrare tutta la documentazione in lingua italiana. Al momento in cui sarà fatto rinnoveremo la pubblicazione in modo che tutti abbiano la possibilità di analizzare il progetto”.

La nuova variante, quella pubblicata, prevede l'installazione dell'antenna non in cresta ma sul pendio e l'interramento di parte della costruzione. Per Raimond Rodewald nessuna variante è però accettabile: “In Svizzera c’è veramente un bisogno per queste stazioni di antenne per polizia, radio, natel – spiega - e un’antenna a quota 3'000 metri sarà molto richiesta da altre ditte. La questione non è quindi di ridurre l’antenna ma di lasciare in pace questa alta montagna e trovare altre soluzioni”.

La RSI ha provato a contattare anche la ditta ginevrina, ma non ha ricevuto risposta. L'analisi del progetto ora spetta al Cantone.

“Noi aspettiamo adesso i preavvisi dell’autorità cantonale, - spiega Roland David - perché un progetto situato fuori dalla zona edificabile. Aspettiamo questo parere”.

E a questo proposito il granconsigliere PPD Fiorenzo Dadò depositerà settimana prossima un'interpellanza e non esclude di procedere anche con una petizione nel caso in cui il progetto dovesse avanzare.

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