Ticino e Grigioni

"Le opere di Serge restano in città"

Lo afferma Giovanna Masoni dopo la morte di Marlyse Brignoni, moglie dell'artista che cedette a Lugano la collezione che regge ancora oggi il Museo delle Culture

  • 28.03.2014, 19:02
  • Ieri, 13:05
Opere in esposizione nel museo situato nella villa Heleneum a Lugano

Opere in esposizione nel museo situato nella villa Heleneum a Lugano

  • Ti-Press / Ti-Press

Da servizio dell'amministrazione cittadina a fondazione mista pubblico/privata. Il Museo delle culture, con sede a Villa Heleneum a Lugano, si appresta a cambiare la sua forma giuridica ma sul contenuto - ossia sulla permanenza della collezione Brignoni nel luogo d'arte - non c'è dubbio: rimarrà in città.

A dirlo è la capo dicastero Attività culturali Giovanna Masoni sollecitata sul destino del Museo dopo la notizia della morte all’età di 81 anni, ieri, di Marlyse Brignoni , vedova dell'artista Serge, che nel 1985 donò la sua collezione di arte etnica e tribale alla città sulle rive del Ceresio: 661 opere che ancora oggi reggono il Museo delle Culture (in principio si aggiunse extraeuropee, ma poi l'aggettivo venne tolto).

Nel 2004 la collezione rischiò di essere ceduta al Quai Branley di Parigi ma una decisa opposizione popolare fece retrocedere il Municipio e fermò le opere in città.

Giovanna Masoni Brenni, capo dicastero della cultura a Lugano, adesso con la scomparsa di Madame Brignoni cambierà qualcosa?

“Perderemo un interlocutore di un certo rilievo. Non so chi saranno gli eredi, ma credo che le volontà di chi ha creato la fondazione saranno rispetatte.”

Si sa che nelle prossime settimane il Museo delle culture - come un po' tutti gli istituti culturali cittadini - prenderà la via della Fondazione mista, pubblico privata. E' una sorta di garanzia di continuità?

"È un ammodernamento necessario, garanzia di continuità in una situazione economica difficile, in cui si riduce il contributo dell’ente pubblico, pur rimanendo anche nel futuro."

La settimana scorsa - quando è emersa la possibilità di vendere Villa Heleneum - proprio la signora Brignoni era intervenuta dicendo: se la città non trova un'adeguata collocazione alla collezione, la donazione stessa viene rimessa in discussione. E proponeva la signora di vendere una parte delle opere e trasferirne altre a Parigi: un'idea che potreste tenere in considerazione?

“Condividiamo il fatto che il museo debba trovare una collocazione idonea. Il Municipio è stato chiaro su questo punto: se si vende villa Heleneum bisogna trovare una sede per l’intera collezione."

E invece il punto che non condividete?

“Una donazione è un donazione. Un collezione importante come questa va valorizzata, non si può cedere una parte ad un museo e vendere il resto.”

Francesca Torrani/Red.MM

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  • CSI delle 18 - Il servizio di Francesca Torrani

    RSI Info 28.03.2014, 19:16

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