Il Ticino fa da apripista alla mobilitazione del settore edile svizzero per il rinnovo del contratto collettivo, che scadrà il prossimo primo gennaio.
I cantieri chiusi nel cantone per la "giornata di rivendicazione" toccano il 90%, secondo i sindacati, mentre circa 2'000 persone si sono riunite a Bellinzona nel corso dell’assemblea convocata da UNIA e OCST, dove è anche stato denunciato nuovamente il dumping salariale e difeso il pensionamento a 60 anni.
Nel pomeriggio prenderà il via il corteo che sfilerà per le vie della città, per concludersi davanti alla sede della Società degli impresari costruttori.
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