“Non moriremo Leghisti”, scriveva qualche settimana fa l’ex deputato liberale di lungo corso, Abbondio Adobati, facendo il verso al famoso titolo del Manifesto “Non moriremo democristiani”. Una provocazione, un auspicio, uno spauracchio da scacciare. La Lega dei Ticinesi e i suoi successi fanno paura agli avversari politici in vista del 10 aprile. Dopo le vittorie alle Elezioni cantonali e federali, è lecito pensare che l’onda leghista non s’infranga prima dello scoglio comunale.
Ma la storia delle elezioni locali impone realismo e, nonostante l’interesse mediatico, suggerisce di non focalizzarsi solo sui grandi comuni: Lugano, Locarno, Mendrisio o Chiasso. È vero: in questi ultimi tre – feudi PLR e PPD - a ottobre Lega e UDC fecero un exploit, ma il solo confronto con le ultime comunali dimostra come sino ad oggi il Movimento di via Monte Boglia abbia sempre viaggiato a due velocità. Alle Federali a Chiasso Lega-UDC raggiunsero il 38% dei suffragi, quattro anni fa per il Municipio la lista capeggiata da Roberta Pantani-Tettamanti si fermò al 13. A Mendrisio, invece, a ottobre Lega e UDC insieme superarono il 31% triplicando il risultato di tre anni or sono (9,6%). A Locarno, infine, a fronte dell’11% raggiunto da Bergonzoli & Co. alle Comunali, la congiunzione Lega + UDC ha superato il 26,5%. Risultati che se da un lato inquietano gli avversari politici, dall’altro fanno capire come la vera sfida per la Lega dei Ticinesi sia la sua reale vicinanza al territorio. I sindaci targati Lega sono quattro (Lugano, Frasco, Isone e Taverne-Torricella); i municipali 45, mentre i consiglieri comunali sono 250. Numeri ancora lontani da quelli dei partiti storici, PLR e PPD in particolare, ma è su questi che si dovrà giudicare l’eventuale successo o sconfitta della Lega ad aprile.
Rispetto agli albori, la Lega è sempre più un partito come gli altri: organizzato e vieppiù radicato sul territorio con sezioni e simpatizzanti più o meno ufficiali. Senza dimenticare i due Consiglieri di Stato sempre pronti a dar man forte in campagna elettorale. Solo una dozzina di anni fa erano a malapena una 30ina le sezioni locali e i comuni molti di più degli attuali 113 in cui si vota. Alle Comunali 2016, sono 60 le liste leghiste in corsa (più una mezza dozzina di liste civiche vicine) per un totale di quasi 700 candidati (di cui 150 giovani). Un’evoluzione che lascia intuire come inevitabilmente la Lega possa continuare a progredire nella conquista di preferenze e seggi. Ma alle Comunali non bastano gli slogan e i temi echeggiati alle Cantonali o alle Federali, ci vogliono concretezza e persone radicate nel territorio. La vera sfida della Lega oggi è la prossimità.
Massimiliano Herber





