A Lugano si è concluso, dopo oltre due mesi, il processo a carico di un 33enne accusato di atti sessuali con una minorenne. Vittima e imputato avevano dato due versioni completamente diverse e per questo la Corte aveva chiesto di completare le indagini.
L’uomo è stato condannato a 20 mesi di cui 10 sospesi con la condizionale. Il 33enne colombiano nell’agosto del 2025 aveva approcciato sessualmente una 15enne al proprio domicilio; i due si erano conosciuti poco prima in treno, erano andati a bere qualcosa insieme e poi si erano recati nell’appartamento dell’uomo.
Le versioni contrastanti
Il 33enne ha ammesso di aver tentato un approccio sessuale, sostenendo che la ragazza fosse consenziente e di essersi fermato quando lei ha detto di non potere e di non volere andare avanti. Una versione che non ha convinto pienamente la Corte.
La sentenza
La Corte ha riconosciuto i reati di atti sessuali con fanciulli, violenza carnale e coazione sessuale.
Alla lettura della sentenza, il giudice Paolo Bordoli, ha sottolineato come per la Corte non sia stato un caso di facile soluzione. Nel decidere ci si è dunque basati sui fatti accertati: la ragazza era minorenne e l’imputato non si è preoccupato di verificarne l’età. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di non essersi fermato al primo “lasciami” pronunciato dalla vittima, ma solo al secondo rifiuto. La Corte ha inoltre rilevato che nei pochi minuti trascorsi all’interno dell’abitazione è accaduto qualcosa che ha turbato la minorenne.
La pena
L’accusa aveva chiesto 5 anni di carcere, una richiesta che la Corte ha sottolineato essere sproporzionata rispetto ai fatti. Oltre alla condanna a 20 mesi, il richiedente asilo colombiano verrà espulso dalla Svizzera per un periodo di 5 anni.
Radiogiornale delle 12.30 del 20.05.2026: Il servizio di Umberto Gatti sul processo per atti sessuali con una minorenne
RSI Info 20.05.2026, 12:30
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