Ticino e Grigioni

Ristorni, la Deputazione divisa tra blocco e ricucitura

Il tema è stato discusso con il Governo ticinese - Bruno Storni riferisce di una maggioranza prudente, mentre Claudio Zali ricorda che “il Consiglio di Stato è l’unico responsabile per la decisione”

  • Oggi, 18:25
Ristorni e FFS Cargo i due temi spinosi discussi a Bellinzona

Ristorni e FFS Cargo i due temi spinosi discussi a Bellinzona

  • Ti-Press
Di: SEIDISERA - Pervin Kavakcioglu / Spi 

Si è parlato soprattutto dell’eventuale blocco dei ristorni da parte del Ticino nell’incontro, tenutosi mercoledì a Bellinzona, tra Consiglio di Stato e Deputazione ticinese alle Camere. Un’eventualità sulla quale quest’ultima non prende posizione e nemmeno è compatta. Ma i rappresentanti del Cantone a Berna tenteranno comunque di far qualcosa, ha spiegato il presidente Bruno Storni: “La prossima settimana avremo un incontro con la consigliera federale Karin Keller-Sutter. Ne parleremo e poi vediamo cosa decide il Consiglio di Stato. Nella Deputazione ci sono alcuni favorevoli (al blocco, ndr), ma la maggioranza è piuttosto attendista. Non creiamo strappi con l’Italia”.

Ciò che aveva detto di temere il consigliere federale Ignazio Cassis, quando lunedì scorso ha incontrato il Governo ticinese, era piuttosto un peggioramento dei rapporti tra Cantone e Confederazione. Entrambi gli “strappi”, sia con l’Italia sia con Berna, non vengono sottovalutati da Storni: “Dobbiamo cercare di recuperare un po’ con Berna, perché negli ultimi anni, forse per le ristrettezze finanziarie della Confederazione, il Ticino non è più considerato come prima. C’è effettivamente questa sensazione. E con l’Italia è la solita storia, perché la questione di trattenere una parte di ristorni non è nuova”.

La prudenza dei parlamentari ticinesi a Berna non ha sorpreso più di tanto il presidente del Governo, Claudio Zali: “La Deputazione evidentemente deve gestire i propri rapporti con la Berna federale”, ma, ha tenuto a sottolineare, “il Consiglio di Stato è l’unico responsabile per questa decisione. C’è stato uno scambio di opinioni che non collimano perfettamente. D’altronde vi è un problema giuridico retrostante che va ancora chiarito. Però il Governo farà le proprie valutazioni entro i termini previsti e poi prenderà una decisione”.

Un altro tema di stretta attualità affrontato a Bellinzona mercoledì è stato quello di FFS Cargo, con la trasformazione annunciata martedì, che vedrà un cambio di assetto anche in Ticino, dove 40 lavoratori dovranno o spostarsi in un’altra sede o cambiare mansione o essere ricollocati in TILO. La Deputazione ticinese ha accettato di incontrare, assieme al Governo, il comitato che si batte per questi lavoratori, per riflettere su come agire con la direzione delle Ferrovie. La prossima settimana ci sarà un incontro dove all’ordine del giorno c’è anche la questione Cargo. Storni non è molto ottimista, ma bisogna cercare di ottenere che le FFS facciano qualcosa in più in Ticino per compensare questo cambio di strategia.

La questione non può essere ridotta solo ai non licenziamenti. “È una questione di costante indebolimento del Ticino come luogo di lavoro delle ferrovie”, ha affermato da parte sua il presidente del Governo, Claudio Zali.

SEIDISERA del 20.05.2026

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Ristorni: il Ticino spinge, Berna frena

Il Quotidiano 18.05.2026, 19:00

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