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Non è un intervento a gamba tesa del DFE. È venuto meno quel fondamentale consenso dei partner sociali che aveva permesso alla SECO (la Segreteria di Stato dell’economia) e di riflesso al Cantone di tollerare una situazione sostanzialmente illegale che interessa, per un basilare principio di parità di trattamento, tutti i commerci aperti di domenica.
Con questa motivazione, illustrata in una conferenza stampa a Bellinzona dalla direttrice del DFE Laura Sadis, si spiega l’intervento di questi giorni del Cantone che ha voluto ripristinare la legalità in ambito di aperture domenicali dei negozi. Detto altrimenti il Foxtown non può essere un'eccezione, secondo il Dipartimento finanze e economia. "La legalità ha un valore, anche se non è sempre agevole e piacevole decidere rispettando le regole", ha insistito Laura Sadis.
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Il servizio di Furio Ghielmini
RSI Info 11.09.2012, 19:42
Rispetto della parità di trattamento
Una complessa vicenda decennale, quella evocata a Bellinzona, fatta di modifiche legislative, sentenze di tribunali, accordi parziali tra parti sociali per il Foxtown di Mendrisio e occhi socchiusi a Berna. Ma il giocattolo ora si è rotto ed è venuto meno il patto di paese che garantiva la sostanziale eccezionalità dell’outlet momò. In questo senso la direttrice del DFE non ha risparmiato attacchi a 360 gradi, indirizzati a sindacati, forze politiche e Deputazione ticinese alle Camere.
Laura Sadis ha infatti contestato l’unicità del Foxtown nel quadro della legge federale sul lavoro (che vieta tassativamente l’impiego di dipendenti la domenica) e ha rivendicato le deroghe concesse lo scorso 30 marzo al Centro Ovale di Chiasso per rispetto del principio di parità di trattamento. In proposito il DFE, è stato sottolineato, aveva avvertito che una vertenza aperta dai sindacati (e MPS) avrebbe fatto cadere l’intero castello (e la tolleranza di Berna).
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L'intervento di Laura Sadis alle CSI
RSI Info 11.09.2012, 19:42
Indagine della Procura e dell'Ispettorato del lavoro
Il resto lo hanno fatto le richieste di chiarimento della Procura ticinese, chiamata in causa dal granconsigliere Matteo Pronzini e l’indagine avviata dall’Ispettorato del lavoro a Foxtown, Centro Ovale e in altri quattro negozi che ha palesato diverse infrazioni alla legge federale (che peraltro non hanno riguardato solo le aperture domenicali).
A livello politico, ha detto sempre la direttrice del DFE, non è stata raggiunta una soluzione soddisfacente dalla sottocommissione della Gestione. E dalla Deputazione alle Camere non è stata inoltrata nessuna iniziativa parlamentare elaborata, come invece promesso in precedenti incontri con il Consiglio di Stato.
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Le reazioni del personale del Foxtown raccolte da Riccardo Franciolli
RSI Info 11.09.2012, 19:41
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