Nella sua seduta di ieri il Consiglio federale ha dato la sua adesione alla mozione inoltrata da Fabio Abate sulle aperture domenicali che ipotizza una modifica dell'Ordinanza sulla Legge del lavoro. L'atto parlamentare, che non prelude ad aperture generalizzate, sarà discusso dalle Camere, a partire dagli Stati, nell'imminente sessione invernale.
Norma salva Foxtown "federale"
Trova quindi un importante avallo la proposta "ticinese" favorevole all'introduzione di deroghe alle norme generali per i centri commerciali con determinate caratteristiche (valenza turistica, consenso dei sindacati).
Tutti elementi che consentirebbero al Foxtown, la cui sopravvivenza è stata messa in discussione negli ultimi mesi nell'intricata vertenza che si è venuta a creare in Ticino, di proseguire la sua attività che si svolge prevalentemente proprio nei finesettimana. In particolare il Consiglio federale, che è disposto a rivedere le norme sul lavoro domenicale, rileva che le esigenze della clientela internazionale sono mutate e il settore turistico soffre in modo sensibile l’apprezzamento del franco.
Criteri da aggiornare
E i criteri contenuti nell’attuale ordinanza come “regioni turistiche”, “bisogni specifici” della clientela e “stagioni”, così come sottolineato dallo stesso Fabio Abate nella sua mozione, non risultano più adeguati alle richieste dell’economia e della clientela.
Il tutto nel pieno rispetto delle tutele sociali dal momento che il governo intende coinvolgere le rappresentanze dei lavoratori, così come indicato dal senatore ticinese che chiedeva un “intervento mirato e circoscritto” per non pregiudicare i dipendenti.
Abate, "Governo riconosce l'esistenza di un problema"
Per Fabio Abate, "il Consiglio federale ha percepito che vi è un problema di natura nazionale che merita di essere approfondito”. Secondo il senatore ticinese, l'Esecutivo nella sua presa di posizione riconosce l’esistenza di un problema non da poco per quanto riguarda gli interessi del settore del turismo.
DFE soddisfatto
Soddisfazione è stata espressa dal Dipartimento delle finanze e dell'economia ticinese (DFE) che, in una nota, sottolinea come il risultato sia frutto anche dell'azione congiunta portata avanti da Consiglio di Stato e deputazione ticinese alle Camere. Il DFE confida ora in una discussione costruttiva al Nazionale e agli Stati.
La reazione di Unia
Posizione diversa quella di Unia, che ha già preannunciato una reazione a livello nazionale contro quella che definisce una "defasta deregolamentazione".
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Contenuto audio
Il commento del parlamentare Fabio Abate
RSI Info 22.11.2012, 13:28
Le reazioni del DFE e di Unia nel servizio di Michele Rauch
RSI Info 22.11.2012, 18:50







