L’autore del delitto di Daro resterà in carcere fino al 1° luglio. Dovrà scontarli tutti dietro le sbarre i quattro anni inflittigli per l’uccisione di Arno Garatti. La perizia psichiatrica, ordinata dalla Commissione per l’esame dei condannati pericolosi, parla chiaro: lui, pericoloso, lo è ancora. Lo è ovunque, tanto in Svizzera quanto in Serbia, dove verrà poi rimpatriato.
Il 20enne – ricorda il rapporto – ha infatti sempre rifiutato ogni cura, senza compiere alcun tipo di percorso interiore. Lo testimonia il fatto stesso d’aver quasi sempre negato, nelle oltre trenta versioni diverse fornite agli inquirenti, di essere il responsabile della morte di Garatti. L’esperto, Rafael Traber, era stato chiamato a esprimersi proprio anche sulla sua colpevolezza, a prescindere dalla sentenza emessa nel 2012 dal Tribunale dei minorenni. Traber ribadisce: fu il ragazzo, all’epoca 16enne, ad ammazzare il patrigno con accetta e coltello.
Amareggiato il difensore, Luca Guidicelli, che per il 20enne aveva pensato a un futuro nella Repubblica del Congo, dov’è attiva la sua fondazione umanitaria. "Il rischio di recidiva – commenta il legale – pone un’ipoteca pesantissima su qualsiasi progetto".
Francesco Lepori
Dal Quotidiano:
CSI 18.00 del 17 aprile 2015 Il servizio Francesco Lepori
RSI Info 17.04.2015, 19:54
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